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Malpensa, hacker cinese arrestato ed estradato negli Usa. Le sue attività durante il Covid
All'esito di una procedura di estradizione definita con decisione della corte d'Appello di Milano e del ministro della Giustizia, la Polizia ha arrestato e consegnato alle autorità statunitensi un hacker di nazionalità cinese sospettato di agire per conto del governo di Pechino.
Estradato con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, l'hacker era stato arrestato agli inizi di luglio del 2025 con la moglie prima di accingersi a trascorrere, a suo dire, un periodo di vacanza. Il cittadino cinese, ex general manager di una importante società tecnologica di Shanghai, era ricercato perché sospettato di aver condotto, su mandato del governo cinese, attacchi informatici su larga scala tra il 2020 e il 2021 - e dunque in piena epoca pandemica - a enti governativi, istituti di ricerca e università americane impegnate nella ricerca e sperimentazione di vaccini e trattamenti d'avanguardia anti-covid 19, appropriandosi ed esfiltrando informazioni riservate.
L'estradato e i suoi complici avrebbero sfruttato falle informatiche presenti nei software per l'invio di posta elettronica ad ampia diffusione, prendendo di mira migliaia di computer di infrastrutture strategiche in tutto il mondo, con la campagna nota come "HAFNIUM". Per tali condotte, era ricercato a seguito di mandato di arresto emesso dal tribunale del Texas per gravi reati di associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica e furto d'identità, con pene massime complessive per decine di anni di reclusione.