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Libano, tank israeliano sperona mezzi Unifil: "Danni significativi"

Unifil, la forza Onu di interposizione in Libano, ha dichiarato che un carro armato israeliano ha speronato dei veicoli dei caschi blu nel sud del Paese, dove Israele e Hezbollah sono in guerra da settimane. Stando a quanto si apprende, i mezzi speronati sarebbero italiani, ma al momento non è chiaro se l'incidente sia stato intenzionale o accidentale. "In due occasioni, soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno speronato veicoli Unifil con un carro armato Merkava, causando in un caso danni significativi", si legge in un comunicato ufficiale. Le Idf hanno anche bloccato una strada a Bayada, nel sud del Libano, "utilizzata per accedere alle posizioni Unifil", prosegue il testo. "Nell'arco dell'ultima settimana, i soldati israeliani hanno sparato "colpi di avvertimento" nell'area, colpendo e danneggiando veicoli Unifil chiaramente identificabili. In un caso, un 'colpo di avvertimento' è atterrato a un metro da un casco blu che era sceso dal suo veicolo", ha aggiunto il comunicato.

 

  

 

 

"Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno ripetutamente bloccato i movimenti dei caschi blu su questa strada, oltre alle limitazioni alla libertà di movimento registrate in altre zone", fa sapere ancora l'Unifil. "Dall'inizio di aprile, i soldati israeliani hanno anche distrutto le telecamere di protezione delle forze nel quartier generale dell'Unifil a Naqoura e in altre cinque postazioni lungo la Linea Blu, da Ras Naqoura a Maroun ar Ras. Hanno anche imbrattato con vernice spray le finestre del cancello d'accesso pedonale del quartier generale, impedendo la visibilità sul perimetro esterno", denunciano ancora i Caschi Blu. "Queste azioni sono incompatibili con gli obblighi di Israele ai sensi della Risoluzione 1701 e con il requisito di garantire la sicurezza dei peacekeeper, nonché la loro libertà di movimento in ogni momento. Ostacolano la capacità dei peacekeeper di segnalare le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno", dice ancora Unifil. "Le forze di pace rimarranno sul posto e continueranno a segnalare in modo imparziale al Consiglio di Sicurezza le violazioni che osserveremo", conclude.