Cessate il fuoco
Iran, i retroscena sulla firma della tregua: "Giornata caotica"
Mentre Trump minacciava pubblicamente l'annientamento totale, dietro le quinte si muoveva la macchina dei negoziati segreti. Una procedura low-profile che Axios ha potuto ricostruire sulla base delle dichiarazioni di fonti informate sui fatti. "Non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Era una situazione folle" ha spiegato un funzionario della difesa Usa. Alle spalle del presidente Usa, che dalla Casa Bianca intratteneva la folla, uno Steve Witkoff "molto arrabiato" trattava al telefono.
Lunedì è quindi iniziata una giornata "caotica" di emendamenti fra pakistani, americani, iraniani, egiziani e turchi per tentare di colmare le distanze. Alla sera, poi, dopo l'approvazione degli Usa riguardo la proposta aggiornata di cessate il fuoco, è stato il turno della Repubblica islamica. A quanto si apprende, l'ayatollah Khamenei sarebbe stato attivamente coinvolto nel processo sebbene in modo "segreto e laborioso" per via del timore di essere colpito da uno strike israeliano. Alla fine, il resoconto della staffetta diplomatica ha scongiurato l'escalation.
La confusione riguardo alle dichiarazioni di Trump è stata però tale che, secondo Axios, persino tra i suoi stretti collaboratori - che avevano parlato con lui solo un'ora o due prima - si pensava che avrebbe rifiutato l'offerta di cessate il fuoco. Poco prima di pubblicare la sua risposta, Trump ha parlato con Netanyahu per ottenere il suo impegno a rispettare il cessate il fuoco.