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Iran, la sfida di Starmer: "Una coalizione per riaprire lo Stretto di Hormuz"

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà un vertice sulla situazione riguardante lo Stretto di Hormuz per trovare soluzioni alla crisi attuale. Secondo quanto riferiscono i media britannici, Starmer ha precisato che il summit esaminerà tutte le possibili soluzioni politiche e diplomatiche per garantire la sicurezza della rotta marittima.

 

  

 

 

"È sempre più evidente che, mentre il mondo continua a percorrere questa strada instabile, il nostro interesse nazionale a lungo termine richiede una partnership più stretta con i nostri alleati in Europa e con l'Unione Europea". A dichiararlo è stato il premier britannico Sir Keir Starmer, per il quale sono stati compiuti "progressi" su questo fronte dopo i "gravi danni" causati dalla Brexit all'economia. "Le opportunità per rafforzare la nostra sicurezza e ridurre il costo della vita sono semplicemente troppo importanti per essere ignorate". "Pertanto, nelle prossime settimane annunceremo un nuovo vertice con i nostri partner dell'UE. E posso anticiparvi che in quel vertice il Regno Unito non si limiterà a ratificare gli impegni già presi al vertice dello scorso anno: vogliamo essere più ambiziosi. Una cooperazione economica più stretta, una cooperazione in materia di sicurezza più stretta, una partnership che riconosca i nostri valori condivisi, i nostri interessi condivisi e il nostro futuro condiviso". Starmer ha quindi voluto sottolineare che non si tratta di operare una scelta tra Stati Uniti ed Europa: "Non intendo scegliere perché credo che sia nel nostro interesse avere un rapporto solido sia con gli Stati Uniti che con l'Europa. Tuttavia, ritengo che, in materia di difesa e sicurezza, emissioni energetiche ed economia, abbiamo bisogno di un rapporto più forte con l'Europa. Credo che questo contribuirà a rafforzare i nostri rapporti con gli Stati Uniti, perché i presidenti che si sono succeduti hanno affermato che l'Europa deve fare di più in termini di difesa e sicurezza. Ho sempre sostenuto, insieme ai colleghi europei, che dovremmo fare di più. E questo non riguarda solo, ad esempio, le spese per la difesa; riguarda anche come spendiamo, come collaboriamo e come cooperiamo".