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Nato, Trump minaccia l'addio. Si accelera sull'autonomia militare

Ormai a Bruxelles non si fa più caso alle esternazioni di Trump. Non è la prima volta che l'istrionico presidente Usa minaccia di uscire dalla Nato, salvo poi correggere il tiro. Il tycoon è furioso per il mancato supporto degli alleati alla guerra in Iran e, dalle pagine del britannico The Guardian, afferma di stare "seriamente valutando" la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato, definita dallo stesso presidente una "tigre di carta". Trump ce l'ha con gli alleati che si lamentano per il blocco dello stretto di Hormuz ma non fanno nulla in termini di intervento armato per sbloccarlo (l'iniziativa della colazione è volta solo alla gestione del transito a conflitto finito). I suoi strali hanno colpito il premier britannico Keir Starmer per la risposta "tardiva" e limitata sull'uso delle basi di Sua Maestà, autorizzate solo per scopi difensivi. La risposta di Londra è dettata da "calma e gesso". Il premier laburista ha ribadito che il Regno Unito è "pienamente impegnato" nei confronti della Nato, che è "l'alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai visto". L'Alleanza, è vero, nonostante il nuovo target di spesa del 5%, continua a essere squilibrata. Nel rapporto annuale presentato nei giorni scorsi, la Nato certifica un aumento record della spesa per la difesa tra gli alleati europei e il Canada, ormai quasi tutti sopra il target del 2% del PIL. Resta, però, forte lo squilibrio con gli Stati Uniti che coprono circa il 60% della spesa complessiva. Ma il punto va ben al di là delle cifre. E' una questione di fiducia e affidabilità, divenute sempre più evidenti di fronte alla questione ucraina, con gli Usa che hanno ridotto l'invio di armi a Kiev e si interessano della faccenda come se fosse un favore all'Europa.

Dai primi tentennamenti, però, qualcosa è cambiato. In Europa si è iniziata a intraprendere la strada per rafforzare il pilastro europeo della Nato ma anche prepararsi a scenari in cui si è chiamati a una maggiore autonomia militare. Bruxelles minimizza: "Siamo impegnati a mantenere un forte legame transatlantico, che rimane cruciale per la nostra sicurezza", dice una portavoce della Commissione europea, ricordando l'impegno "a investire nella nostra sicurezza e difesa", la mobilitazione di 800 miliardi per la sicurezza, inclusi i 150 miliardi destinati agli acquisti congiunti con Safe". Va poi ricordata la recente iniziativa francese per creare un ombrello nucleare, "complementare" ma distinto rispetto alla Nato, assieme a Regno Unito, Germania e altri sei Paesi alleati. Il piano prevede maggiore cooperazione, esercitazioni comuni e anche il possibile dispiegamento di asset nucleari francesi sul territorio degli alleati, restando, però, sotto controllo esclusivo di Parigi. Non solo: il Servizio per l'Azione esterna dell'Ue starebbe anche rispolverando dal Trattato Ue l'articolo 42.7, di mutua assistenza militare. Un articolo mai attuato e nemmeno analizzato: secondo alcune fonti, Bruxelles starebbe preparando un dossier per tradurlo in realtà, con indicazioni per gli Stati, nel caso ve ne fosse bisogno. La crisi dei droni su Cipro, non coperta dall'ombrello Nato, è stato il primo stimolo ad agire.