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Iran, cosa c'è dietro l'attacco all'isola Diego Garcia: "Salto strategico"

Salvatore Martelli

Bomber Island come obiettivo e l’Iran adesso sfida apertamente gli Stati Uniti e i suoi interessi nell’area. L’isola nell’Oceano Indiano a oltre 3800 chilometri da Teheran è stata infatti il luogo scelto dalle forze militari iraniani per una dimostrazione del potenziale dei loro missili balistici. 

Khamenei infatti ha ordinato e poi confermato pubblicamente il lancio di due ordigni che seppur non abbiano colpito la base anglo-americana, hanno infastidito e non poco Washington. Uno dei due missili ha avuto un guasto tecnico mentre l’altro è stato abbattuto da un missile intercettore statunitense. La notizia del tentato attacco alla base arriva subito dopo la decisione del primo ministro britannico Keir Starmer di concedere agli Stati Uniti l’uso delle sue basi nella sua guerra all’Iran.

  

 

Ma perché questo attacco da parte di Teheran? La base Diego Garcia è nota anche come Bomber Island ed è assolutamente strategica per Washington che proprio al largo delle sue coste fa stazionare sottomarini nucleari e cacciatorpediniere nonché ha una folta presenza di bombardieri negli hangar dell’isola. 

In più dopo anni in cui Teheran aveva affermato più volte che la gittata massima dei suoi missili raggiungesse i 2000 chilometri, adesso questo lancio rappresenta un nuovo capitolo della potenza militare iraniana. Il missile Khorramshahr-4, che secondo il Wall Street Journal probabilmente avrebbe effettuato l'attacco, può trasportare testate a grappolo e da settimane colpisce Israele creando non pochi problemi a Tel Aviv.

Secondo Nawaf M. Al-Thani, ex portavoce ufficiale e direttore delle comunicazioni strategiche del Ministero della Difesa del Qatar, si tratterebbe quindi di “un salto strategico. La vera notizia – secondo la sua analisi – non è se il missile sia stato intercettato. È che l'Iran potrebbe aver dimostrato una gittata ben oltre quella che gran parte del mondo credeva possedesse".