Medicina

Regno Unito, allarme meningite e vaccini in corso. Cosa succede

Rosa Scognamiglio

Il numero dei casi di sospetta meningite B nel Regno Unito è salito a 27 nell’ultima settimana, a seguito di un “focolaio senza precedenti”, com’è stato definito dagli esperti, che si è diffuso tra i giovani di alcune università e scuole del Kent, a sud-est di Londra. Secondo la UK Health Security Agency (UKHSA), alla data del 19 marzo i contagi confermati sono 15, mentre altre 12 segnalazioni sono ancora in fase di accertamento. I decessi restano due: un ragazzo di 21 anni e una ragazza di 18. Chi ha frequentato tra il 5 e il 7 marzo il locale Club Chemistry di Canterbury, indicato come possibile focolaio, riceve una terapia antibiotica preventiva, spiega la UK Health Security Agency, misura estesa anche ai contatti stretti delle persone risultate positive o sospette.

Finora sono stati confermati casi tra ragazzi di quattro scuole nel Kent e di un istituto superiore a Londra, tutti collegati allo stesso focolaio. Anche la Canterbury Christ Church University ha registrato un contagio tra chi frequentava il locale. Per garantire una protezione a lungo termine, è stata avviata una campagna di vaccinazione mirata contro il meningococco B, già confermato in alcuni casi. L’iniziativa coinvolge chi vive o lavora nelle residenze del campus dell’Università del Kent a Canterbury, per un totale circa 5.000 persone. Secondo quanto riporta la Bbc, finora sono state somministrate 600 dosi di vaccino e distribuite oltre 6.500 dosi di antibiotici in via precauzionale. La UK Health Security Agency assicura che, se dovesse essere necessario, la vaccinazione sarà estesa ad altri gruppi di persone. 

  

Cos’è la meningite e i rischi per l’Europa

Come si legge ancora sul sito di UKHSA, la malattia meningococcica è causata dal batterio meningococco. In casi molto rari, il batterio può provocare un’infiammazione delle membrane che rivestono il cervello, nota come meningite, o una sepsi, cioè un grave avvelenamento del sangue che può svilupparsi rapidamente. L’insorgenza della malattia è spesso improvvisa e una diagnosi precoce, seguita da un trattamento tempestivo con antibiotici, può aumentare le possibilità di guarigione. I primi sintomi possono includere un’eruzione cutanea, febbre alta, mal di testa intensa, rigidità del collo, nausea, vomito e diarrea, dolori articolari e muscolari, fastidio alla luce intensa, mani e piedi molto freddi, convulsioni, confusione o delirio. 

Il rischio che l’epidemia si è estenda ad altri Paesi dell’Unione Europea “è molto basso”, puntualizza in una nota il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Le infezioni, causate dal batterio Neisseria meningitidis, tendono a verificarsi in focolai circoscritti, che interessano “piccoli gruppi attorno ai casi confermati o luoghi dove si concentrano molte persone”, rileva l’Ecdc. “Sebbene possano verificarsi alcuni casi secondari tra i contatti stretti, la malattia non si diffonde nella comunità allo stesso modo di un virus respiratorio”, si legge ancora nella nota. Per questo motivo l’espansione dell’infezione al resto dell’Europa è considerata improbabile, a meno che i pazienti non abbiano viaggiato nelle aree interessate dall'infezione. Secondo gli ultimi dati dell’ECDC, nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo nel 2024 si sono verificati 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva, di cui 202 fatali. Il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi, confermandosi come la forma più diffusa.

L’infettivologo Bassetti: “Tra i focolai più esplosivi mai visti”

Sul focolaio di meningite nel Kent è intervenuto anche l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. In un video postato sui social, l’esperto ha illustrato l’attuale situazione: “In Inghilterra è in corso un’epidemia di meningite di gruppo B che ha colpito numerosi giovani e causato due decessi. La meningite meningococcica, o setticemia da meningococco, è una malattia molto grave che può interessare più organi e, in alcuni casi, portare alla morte”. E ancora: Al momento le autorità stanno cercando di contenere l’epidemia somministrando la profilassi antibiotica a chi ha avuto contatti con i casi confermati, ma Bassetti sottolinea anche l’importanza della vaccinazione, che nel caso del meningococco può prevenire le forme più gravi della malattia”.

Successivamente Bassetti ha pubblicato la foto di alcuni studenti inglesi in coda per il vaccino, spiegando che il focolaio attivo in Inghilterra “si sta allargando a macchia d’olio”. Quindi ha ribadito l’importanza della vaccinazione “per evitare conseguenze gravi e nefaste”. “Si tratta di uno dei focolai di meningite meningococcica più esplosivi mai visti, - ha aggiunto - anche per la rapidità di diffusione”. Infine la stoccata ai no vax: “Dove sono oggi quei fenomeni, anche politici di casa nostra, che hanno passato gli ultimi 5 anni a denigrare i vaccini, sproloquiando e convincendo molti genitori a non vaccinare i loro figli?".