Guerra e spionaggio

Medio Oriente, l'Iran giura vendetta e colpisce Tel Aviv.

Continua la guerra missilistica fra Israele e Iran dopo l'uccisione chirurgica di due alti vertici della Repubblica islamica in un raid dell'IDF. Si tratta di Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij sottoposte ai Pasdaran. Il capo dell’esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha minacciato vendetta per l'eliminazione di tutti "i martiri". Nella notte Teheran ha intanto bersagliato con missili balistici le città israeliane, uccidendo due persone nel sobborgo di Ramat Gan a Tel Aviv.  Le bombe "hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza" e, fa sapere il portavoce dell'esercito Dean Elsdunne, sfortunatamente "questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l'allarme". Colpita anche da alcune schegge la stazione ferroviaria di Savidor, che ha provocato danni e rallentamenti nella circolazione delle tratte. 

Il penetrazione del Mossad in Iran, che ha permesso finora di decapitare la gerarchia militare, continua a innervosire il regime che oggi ha infatti annunciato la condanna a morte di "un uomo accusato di spionaggio" per conto dell'intelligence israeliana: Kourosh Keyvani, che secondo Teheran avrebbe “fornito immagini e informazioni su luoghi sensibili".

  

Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è tornato ad avvertire che le conseguenze della guerra in Medio Oriente "colpiranno tutti", accogliendo con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali. "L'ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza", ha scritto ieri sera Araghchi, allegando al suo messaggio una copia della lettera di dimissioni dell'alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent che ha protestato contro la guerra.