medio oriente
Iran, la minaccia di Teheran: "Il sangue di Larijani sarà vendicato"
La morte di Ali Larijani sta scatenando la reazione del regime iraniano. Il capo dell'esercito di Teheran, Amir Hatami, ha promesso la vendetta. Al momento e nel luogo opportuni, verrà data una risposta decisiva, deterrente e deplorevole all'America criminale e al sanguinario regime sionista, e il sangue puro di questo martire di alto rango e di altri preziosi martiri sarà vendicato". L'ha detto il capo dell'esercito iraniano, il generale Amir Hatami, in una dichiarazione pubblicata da Tasnim, riferendosi alla morte del capo della sicurezza Ali Larijani.
Reagendo all'uccisione di Ali Larijani, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato in un'intervista ad Al Jazeera che "la Repubblica islamica dell'Iran possiede una solida struttura politica" e che "la presenza o l'assenza di un individuo non ha alcun effetto su questa struttura". "Non avevamo nessuno più importante del leader, e persino quando il leader è stato martirizzato, il sistema ha continuato a funzionare e un sostituto è stato nominato immediatamente", ha sottolineato, "se anche il ministro degli Esteri dovesse un giorno essere preso di mira e ucciso, prima o poi qualcun altro prenderà il suo posto".
L'Iran "vive certamente un momento di difficoltà ma ha ancora armi, missili e droni per continuare a combattere per qualche settimana, quindi secondo me non è una guerra che si conclude nel giro di pochi giorni". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agora', guardando agli sviluppi dopo l'uccisione ieri di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij.