OSPITE DA FEDEZ

Pulp Podcast, Meloni da Fedez: guerra in Medio Oriente e Referendum

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata ospite all'ultima puntata del "Pulp Podcast" diretto da Fedez e Mr Marra, che sarà disponibile giovedì 19 alle ore 13. Fra i temi trattati, quello della guerra in Medio Oriente. Al riguardo, la premier ha ribadito che "l'Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell'Iran e non intende partecipare" giacché l'intenzione è quella di "favorire una de-escalation".

Uno scenario di guerra, quello in Iran, che rappresenta solo l'ultimo tassello del processo di smantellamento dell'equilibrio internazionale iniziato con l'invasione russa dell'Ucraina. “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci” dice Meloni, prima di soffermarsi a discutere sulle difficoltà delle Nazioni Unite non più in grado di svolgere il ruolo di garante dell'ordine globale. Il tema tange anche le relazioni storiche e ultimamente ancor più travagliate fra Europa e Usa. Poiché “se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, la premier ha ribadito la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto nei settori della difesa, dell’energia e delle materie prime: "Per anni abbiamo accettato di dipendere dagli Stati Uniti per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”. Per Chigi, le recenti crisi hanno reso evidente la necessità di costruire una maggiore capacità di autonomia economica e strategica dell’Europa. 

  

Non solo guerra, comunque. Nel corso della puntata si è parlato anche di Referendum, vista l'imminenza del voto il prossimo 22 e 23 marzo. La presidente del Consiglio ha ribadito che il voto non esprime una preferenza sul governo, giacché questo non si dimetterà in caso di vittoria del No, ma sulla Giustizia. Quindi "anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema". Il rischio, spinto dalla Sinistra e dagli oppositori, è quello di trasformare una questione nazionale in trincea politica che farebbe perdere l'occasione di risolvere questioni strutturali in seno alla giustizia. La riforma che potrebbe ridurre il peso delle logiche correntizie e garantire maggiore autonomia all'organo di autogoverno della magistratura. A tal proposito la Meloni ha aggiunto che, qualora dovesse vincere il referendum il fronte del Sì, è intenzione del governo inserire nella legge d'attuazione una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al CSM: "In questo modo possiamo rafforzare ancora di più l'incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l'obiettivo della riforma". Lungo dibattito attorno ai temi caldi del momento.