Guerra in Medio Oriente
Iraq, le milizie sciite dichiarano guerra alla Francia. Ashab al-Kahf: "Gli interessi di Parigi sono ora nel mirino"
Dopo la morte del sergente maggiore Arnaud Frion gli islamisti di Ashab al-Kahf dichiarano guerra alla Francia. Senza rivendicare la responsabilità dell'attacco con droni che giovedì ha ucciso il sottufficiale del 7° Battaglione Cacciatori Alpini di Varces e ha ferito altri sei militari, il gruppo armato filo-iraniano ha annunciato di aver preso di mira "tutti gli interessi francesi in Iraq" dopo il dispiegamento della portaerei "Charles de Gaulle" nel Golfo Persico. "A partire da stasera saranno bersaglio dei nostri attacchi», ha dichiarato Ashab al-Kahf sul social network Telegram. La milizia sciitia filo-iraniana esorta i residenti a mantenersi ad almeno 500 metri di distanza da una base nel Kurdistan iracheno dove sono stanziate truppe francesi.
Il presidente Emmanuel Macron ha risposto che "la guerra in Iran non può giustificare attacchi del genere". Secondo il Capo dell'Eliseo l'assalto era diretto contro le forze antiterrorismo. Nell'ambito della coalizione internazionale antijihadista guidata dagli Stati Uniti, militari di diversi paesi, tra cui Italia e Francia, stanno addestrando le forze di sicurezza nel Kurdistan iracheno. Dove, a causa delle persecuzioni del regime degli Ayatollah, si sono rifugiate milizie dal confinante Kurdistan iraniano. Alcuni gruppi armati sono ostili sia a Teheran che all'Occidente. Ashab al-Kahf, emersa nel 2019, afferma di essere operativa dal 2017, anno della morte di un soldato americano. Sostiene di appartenere alla "muqawama", la "resistenza" islamista in Iraq.
Ashab al-Kahf, letteralmente "il popolo della caverna" prende il nome dai Sette Dormienti di Efeso, il gruppo di giovani che, secondo le fonti bizantine, cristiane e musulmane, si rifugiarono in una grotta in Giordania per sfuggire alle persecuzioni religiose dell'Impero Romano che all'epoca governava anche la Palestina e il Medio Oriente. Si risvegliarono dopo tre secoli di sonno profondo, giovani come quando vennero imprigionati. Santi per cristiani e musulmani, incarnano la resurrezione offerta da Dio in segno di fedeltà alla propria fede. "Gli americani e gli israeliani devono sapere che i bombardamenti porteranno ad altri bombardamenti, gli omicidi ad altri omicidi e i rapimenti ad altri rapimenti", fu il manifesto di nascita della milizia. Ashab al-Kahf è diventato realmente attivo solo dopo l'assassinio da parte degli Stati Uniti, il 3 gennaio 2020 a Baghdad, del generale iraniano Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds, il braccio armato delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Dei suoi leader si sa molto poco. Le truppe sono probabilmente esigue, dato che utilizza razzi e ordigni esplosivi improvvisati, e a differenza di altre milizie, dalle quali afferma di essere indipendente, non sembra beneficiare di finanziamenti iraniani. Ogni anno comunque in Iraq i sostenitori dei paramilitari sciiti manifestano per commemorare la morte del generale Soleimani. E Ashab al-Kahf è sempre in prima fila.
Perché la Francia è ora nel mirino? I miliziani sciiti accusano i gruppi paramilitari che si sono fusi nell'esercito iracheno di difendere gli interessi degli Stati Uniti e di Israele e di essere "moralmente corrotti". E ad addestrare i militari di Baghdad c'è, tra gli altri, la Francia. Da anni, all'interno della resistenza islamista, si combattono lotte interne. Secondo il Washington Institute, un think tank americano, Ashab al-Kahf ha minacciato il primo ministro Mustafa al-Kadhimi, accusandolo di essere un agente della Cia che agisce "secondo le direttive degli americani e degli inglesi con denaro saudita ed emiratino". L'11 agosto 2020 la milizia ha diffuso un video in cui affermava di aver bombardato un convoglio statunitense vicino al confine iracheno con il Kuwait. Sia l'Iraq che il Kuwait hanno negato qualsiasi attacco di questo tipo. A questo sono seguite due rivendicazioni di attacchi missilistici: una contro l'ambasciata statunitense il 17 novembre 2020 e un'altra contro le forze turche il 15 febbraio 2021. Nel novembre 2022 Ashab al-Kahf ha rivendicato la responsabilità dell'omicidio di Stephen Troell a Baghdad. Il Dipartimento di Stato americano dichiarò che il cittadino statunitense era stato ucciso durante un tentativo di rapimento fallito. Troell lavorava nella capitale irachena da due anni per il Global English Institute, una ong che insegna l'inglese. E da allora l'odio contro la presenza dell'Occidente in Iraq sembra aumentata. Per arrivare fino alla dichiarazione di guerra contro la Francia.