Iraq
Soldati italiani attaccati a Erbil. Cos'è l'operazione Prima Parthica in cui sono impegnati
La base militare italiana a Erbil, nel nord dell'Iraq, è stata attaccata stanotte da un drone. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato l'accaduto specificando che non ci siano state vittime né feriti fra il personale: "Stanno tutti bene". Si è trattato di un "attacco deliberato" ma il contingente "era già stato avvisato della possibilità" e quindi "dalle 8:30 avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza". Condanna anche da parte dalla Farnesina, che ha poi espresso "solidarietà e gratitudine per il quotidiano servizio alla Patria".
A commentare l'accaduto è intervenuto anche Stefano Pizzotti, comandante dell'Italian National Contingent Command Lande: "Il morale nonostante la stanchezza rimane alto, il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità". La presenza italiana in loco rientra nell'ambito coalizione multinazionale "Prima Parhica / Inherent Resolve", a cui governo ha preso parte nel 2014. Composta da 84 nazioni e 5 organizzazioni internazionali, per un totale circa di 400 militari, la missione mira al contrasto della "minaccia terroristica del Dàesh" operante in Iraq e Siria. Non solo. L'obiettivo è anche quello di sostenere la capacità addestrativa delle forze irachene: bonifica e sminamento, pianificazione civile e militare, medicina. Nello specifico, la sezione italiana "contribuisce agli staff dei comandi" e "all'elitrasporto a favore della Coalizione", poi fornisce "supporto logistico di teatro" e attraverso l'Arma dei Carabinieri assiste le Iraqi Police Forces.
Le forze dei vari Paesi hanno espresso l’intendimento di aderire alla Coalizione ai sensi dell’Art. 51 della Carta dell’ONU, nonché delle Risoluzioni n. 2170 del 15 agosto 2014 e n. 2178 del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq presso l’ONU al Presidente del Consiglio di Sicurezza.