L’ALTRA FACCIA DEL CONFLITTO
"Guerra dei fantocci 2.0". Quando l’inganno si finge realtà
Nel celebre libro «L’arte della guerra« lo stratega cinese Sun Tzu scriveva che la condotta del conflitto «si basa sull’inganno». Ciò significa che, specie in condizioni di inferiorità militare, l’alternativa migliore è quella di fingere: mostrare armi che non esistono, distrarre l’attenzione, fingersi lontani quando si è vicini e soprattutto avvelenare l’informazione diffondendo false notizie. Accade ancora oggi nella guerra che infiamma il Medio Oriente. Da giorni, infatti, dei video realizzati con Intelligenza Artificiale sono stati rilanciati nel web con un doppio scopo.
Da una parte, aumentare la pressione mediatica in Occidente e scoraggiare l’opinione pubblica per accumulare ingenti guadagni attraverso le inserzioni. Facce della stessa medaglia. Ecco quindi che appaiono video di soldati americani catturati dal regime iraniano oppure della città israeliana di Tel Aviv totalmente in fiamme sotto le bombe degli Ayatollah. Scene false, spesso propagandisticamente rilanciate da account filo-Iran, che se scrutate da occhi attenti risultano però facilmente smascherabili. Tuttavia, in una rete digitale fatta di utenti non allenati a verificare l’attendibilità dei contenuti, la finzione finisce per attecchire in maniera profonda sulla realtà. Le immagini incriminate, però, non sono perfette e anzi presentano spesso indizi che aiutano a scovare l’errore. Scene apocalittiche, colori troppo accesi, volti e corpi sfigurati in alcuni punti, ma anche movimenti incompatibili con la reale dinamica di oggetti e persone.
Per ovviare a questo problema, la piattaforma X ha annunciato l’impegno a prendere misure utili per contrastare fake news prodotte dall’IA. Questa è l’ultima frontiera della guerra ibrida, che rappresenta però solo l’evoluzione di un’intuizione antica più volte riproposta nel corso della storia. Durante la Seconda guerra mondiale, per esempio, gli Stati Uniti fondarono un «esercito fantasma» con l’obiettivo di ingannare i tedeschi attraverso l’apposizione di mezzi militari gonfiabili e l’utilizzo di inganni sonori per replicare veri rumori di combattimento. Quella di oggi in Iran è quindi una «Guerra dei fantocci 2.0» che, in un mondo in preda ai click e con la soglia dell’attenzione sempre più ridotta, rischia di creare disordini e pericolosi processi di radicalizzazione. Sun Tzu lo aveva chiarito: «Offri delle esche per allettare il nemico. Fingi disordine e distruggilo».