Al-Quds day

Iran, governo britannico frena il corteo "Al-Quds". L'intelligence: "Pericolo sicurezza"

David Di Segni

La guerra che infiamma il Medio Oriente continua a impegnare i servizi di sicurezza occidentali tanto nel contrasto a forme ibride di infiltrazione quanto nel mantenimento dell'ordine interno. In quest'ottica, oggi 11 marzo il governo britannico ha deciso di vietare la marcia "Al-Quds Day", in programma a Londra per la prossima domenica. Una giornata che venne istituita dall'ayatollah Khomeini dopo la rivoluzione iraniana del 1979 come forma di sostegno alla questione palestinese e che più volte si è distinta nelle piazze europee per violenze, arresti, sostegno a organizzazioni terroristiche e crimini di odio antisemiti.

La scelta del governo deriva da un'esplicita richiesta della Metropolitan Police per prevenire gravi disordini pubblici alla luce della guerra in atto. Il ministro dell'Intero Shabana Mahmood, intervenendo alla Camera dei Comuni, ha giustificato la scelta sulla base di "circostanze specifiche in un momento unico" che costituiscono un potenziale pericolo. La notizia ha suscitato critiche e opposizioni, nonché richiami al diritto di parola ed espressione. Perciò il commissario della polizia, Sir Mark Rowley, che ha dichiarato di riconoscere l'importanza di questi diritti, ha però spiegato che la scelta presa derivi dagli allert d'intelligence riguardo gravi rischi di violenze. Per di più, l'ultimo precedente di manifestazione vietata risale a 14 anni fa e questo scenario costituisce dunque un'opzione che "viene usata raramente" e solo per fattori che fanno "superare la soglia" della sicurezza.

  

"Al-Quds" è il nome arabo utilizzato per indicare Gerusalemme e il corteo in questione viene organizzato da diverse sigle fra cui la Commissione Islamica per i Diritti Umani (IHCR), che ha recentemente condannato l'uccisione della Guida Spirituale Khamenei e definito l'ayatollah "un leader che resistette all'oppressione e si schierò dalla parte giusta della storia".