Santa sede

Vaticano, Papa Leone XIV nomina Gabriele Caccia nunzio a Washington

Francesco Capozza

Il Tempo lo aveva anticipato più di tre settimane fa, esattamente il 14 febbraio, in un articolo dedicato agli spostamenti che Papa Leone XIV sta iniziando a compiere sia a livello curiale che diplomatico, oggi l’ufficialità della Santa Sede: monsignor Gabriele Giordano Caccia è il nuovo Nunzio Apostolico (l’equivalente di un ambasciatore n.d.r.) negli Stati Uniti. Una sede diplomatica di primissimo piano, forse la più prestigiosa che il Vaticano abbia nell’intero scacchiere internazionale, e particolarmente nevralgica oggi per due ragioni: il nuovo pontefice è statunitense, e con il suo Paese di origine vuole che le relazioni siano affidate a persona di strettissima fiducia e poi, nel contesto internazionale attuale, con la guerra che Donald Trump ha iniziato per sradicare il regime islamico in Iran, a Washington serviva un diplomatico di grande esperienza. E Gabriele Caccia è forse il miglior rappresentante che la diplomazia vaticana possa attualmente esprimere a livello globale.

Cresciuto alla scuola di Villa Nazareth, l’ateneo fondato e fortemente voluto dal grande cardinale Domenico Tardini (pro-segretario di Stato di Pio XII dal 1954 al 1958 e segretario di Stato di Giovanni XXIII dal 1958 al 1961), Gabriele Caccia è stato fino ad oggi Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. Stimatissimo dal cardinale Pietro Parolin, poco prima del Conclave del maggio scorso si vociferava che se l’attuale segretario di Stato fosse stato eletto Papa lo avrebbe richiamato a Roma per prendere il suo posto. Così non è andata, ma anche Leone XIV nutre grande apprezzamento per questo raffinatissimo diplomatico oggi sessantottenne e, a sentire alcune nostre fonti interne alle Sacre Mura, dopo un paio d’anni nella prestigiosissima sede di Capitol Hill potrebbe essere il nuovo Segretario di Stato quando Parolin sarà congedato. Possibile e auspicabile, nel frattempo chi legge Il Tempo è sempre un giro avanti a tutti gli altri.