CACCIA AI CAPI DEL REGIME

Iran, da Teheran voci non confermate sull’eliminazione di Khamenei jr

Francesca Musacchio

Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema indicato da giorni come il candidato più probabile alla successione, sarebbe morto in un attacco israeliano. La notizia non confermata arriva in serata, al termine di una giornata segnata da un’operazione militare particolarmente pesante dell’Idf contro una struttura direttamente collegata alla famiglia Khamenei. Ieri, infatti, circa 50 caccia hanno bombardato un bunker sotterraneo nel cuore di Teheran, un complesso che si estenderebbe sotto intere strade della capitale e che sarebbe stato utilizzato dai vertici della Repubblica islamica per coordinare le operazioni militari. Il sito era collegato all’apparato di sicurezza della Guida suprema ed è stato colpito perché ritenuto ancora operativo dopo la morte di Ali Khamenei. Proprio da quell’attacco potrebbero essere arrivati nuovi colpi alla catena di comando del regime. Secondo diverse fonti, alcuni importanti esponenti della leadership iraniana sarebbero rimasti uccisi. In questo contesto è comparsa anche la voce della possibile morte di Mojtaba Khamenei.

 

  

 

Il mistero sulla successione si intreccia, però, con un secondo giallo che riguarda uno degli uomini più potenti dell’apparato militare iraniano: Esmail Qaani, comandante delle Forze Quds dei pasdaran. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano emiratino The National, il generale sarebbe stato arrestato dalle stesse Guardie della rivoluzione e giustiziato con l’accusa di essere una spia del Mossad. Anche in questo caso non esiste alcuna conferma ufficiale. Qaani, successore di Qassem Soleimani alla guida delle operazioni esterne dell’Iran, era già stato dato per morto più volte negli ultimi anni per poi riapparire pubblicamente. L’ultima immagine diffusa dai media iraniani lo mostra l’11 febbraio scorso durante le celebrazioni per l’anniversario della Repubblica islamica. Le voci sulla sua presunta esecuzione parlano di interrogatori e isolamento già iniziati nel 2024 e di sospetti cresciuti all’interno dei pasdaran. Secondo alcune ricostruzioni, il comandante delle Forze Quds sarebbe riuscito a sopravvivere ai bombardamenti israeliani che hanno colpito il quartier generale della leadership iraniana prima di essere catturato dalle stesse Guardie rivoluzionarie.