WASHINGTON

"Truppe in Iran? Inutile". Trump smonta le polemiche e riallaccia la diplomazia col Venezuela

C'è chi temeva che il conflitto in Iran potesse trasformarsi in una nuova Afghanistan. Ma non è così, almeno nelle intenzioni espresse finora dalla Casa Bianca. Il presidente Usa Donald Trump, in un'intervista rilasciata stanotte a Fox News, ha detto che "inviare truppe di terra in Iran sarebbe una perdita di tempo" dal momento che gli Ayatollah "hanno perso tutto: la loro marina e tutto ciò che potevano perdere. Niente "boots on the ground" quindi, ma dominio aereo, pressione economica e supporto ai ribelli. Nel frattempo, sono proseguiti stanotte gli scontri in tutto il Medio Oriente. Lo Stato di Israele ha effettuato 26 attacchi aerei su Beirut nella notte. L'Idf afferma di aver condotto "un'ondata su larga scala" nella zona di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture dei terroristi sciiti di Hezbollah. Tra gli obiettivi "c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura in cui erano immagazzinati i droni utilizzati per gli attacchi contro Israele". Ieri l'esercito aveva emesso ordini di evacuazione forzata per l'intera per l'intera popolazione della periferia sud di Beirut.

Dall'altra sponda dell'Oceano, Washington e le autorità ad interim del Venezuela "hanno concordato di ristabilire le relazioni diplomatiche e consolari".  Un duro colpo politico per Russia e Cina. Per il Dipartimento di Stato americano, questo passo faciliterà gli sforzi congiunti "per promuovere la stabilità, sostenere la ripresa economica e la riconciliazione politica in Venezuela". Di qui, gli Usa puntano ad "aiutare il popolo venezuelano a progredire con un processo graduale che crei le condizioni della transizione pacifica verso un governo eletto democraticamente".