Guerra in Medio Oriente
Iran, Trump chiede la resa incondizionata. E Meloni parla con i leader europei
Un'altra giornata di contatti con alleati e partner della regione per fare il punto sulla crisi in Medio Oriente prima di spostarsi all'Arena di Verona e partecipare, assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla cerimonia d'apertura dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina. A una settimana dagli attacchi di Stati Uniti e Israele all'Iran, Giorgia Meloni sente prima il presidente della Turchia, poi partecipa a una call nel formato E4 con i leader di Gran Bretagna, Germania e Francia. Nella conversazione telefonica con Erdogan, la premier esprime "solidarietà e vicinanza" al paese, "partner strategico dell'Italia e alleato Nato", per "l'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto" nei giorni scorsi. Per Ankara, che sostiene il "rafforzamento delle basi della diplomazia" sottolineando che "il conflitto pone rischi che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza globale", le guerre in corso nella regione e nel mondo dimostrano poi "ancora una volta l'importanza di una maggiore cooperazione tra gli alleati della Nato, in particolare nel settore della difesa".
Diplomazia e cooperazione tornano anche nella call con Starmer, Macron e Merz. Secondo quanto riferito dall'ufficio del premier britannico, infatti, i leader ribadiscono in primis la condanna per "gli attacchi eclatanti dell'Iran", convenendo poi sul fatto che "nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno fondamentali un'intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare". Unità di vedute anche sulla necessità di "coordinarsi strettamente sulla situazione nello Stretto di Hormuz" e sulla "preoccupazione per la situazione in Libano" dove proseguono i bombardamenti delle postazioni di Hezbollah da parte di Israele e dove ormai sono più di 200 mila gli sfollati.
Nel corso della conversazione, comunica sempre Downing Street, è accolta "con favore la competenza di primo piano nel campo dell'intercettazione dei droni che il presidente Zelensky ha offerto ai partner nella regione" del Golfo, ma viene anche rimarcata l'importanza di "garantire che il sostegno all'Ucraina continui su larga scala". Mentre Donald Trump invita di nuovo l'Ucraina a raggiungere un acoper terminare la guerra con la Russia, il presidente Vladimir Putin telefona al leader iraniano Masoud Pezeshkian per invitarlo a sua volta a cessare i combattimenti con Israele e gli Usa. Trump chiede invece la "resa incondizionata dell'Iran", la base per qualsiasi trattativa. e fa sapere che nella prima settimana di guerra sono stati tremila gli obiettivi colpiti. Teheran risponde riaprendo lo Stretto di Hormuz per far uscire le petroliere che era rimaste "prigioniere" dallo scoppio del conflitto ma annuncia che colpirà comunque qualsiasi nave americana o israeliana che tenti di attraversarlo.
Nel corso della giornata Meloni via social evidenzia quindi che sugli sviluppi della crisi mediorientale l'Italia continuerà a fare la sua parte "con responsabilità e determinazione". Il governo, assicura, è al lavoro "senza sosta per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani". "La priorità - ricorda - è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti". "Allo stesso tempo - prosegue la premier - stiamo vigilando su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti". Intanto la fregata Federico Martinengo, con 169 uomini a bordo, salpa da Taranto alla volta di Cipro per ricongiungersi con navi britanniche e francesi inviate a proteggere l'isola, dove nei giorni scorsi scorsi sono stati abbattuti droni lanciati dall'Iran.
Sui risvolti interni della crisi, tuttavia, si muove anche la Lega. Il vicepremier e segretario Matteo Salvini infatti riunisce al Mit i vertici del partito, compreso il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, per lavorare su un 'pacchetto energia' a favore di famiglie e imprese con una serie di emendamenti al decreto già in discussione. Nella nota diffusa dal Carroccio al termine della riunione si mette in risalto la necessità di creare "una task force per individuare e colpire gli speculatori, che approfittando dei conflitti internazionali potrebbero decidere un incremento dei prezzi ingiustificato". A questo si aggiunge la necessità di monitorare l'andamento dei prezzi e verificare che gli eventuali aumenti siano fisiologici e non frutto di un accordo concordato tra compagnie. In questo senso, mette agli atti il partito di via Bellerio, Salvini è pronto a convocare anche le compagnie petrolifere "per chiedere informazioni ufficiali e avere rassicurazioni viste le potenziali ricadute sui trasporti, con conseguenze economiche per cittadini e imprese".