Guerra ibrida
Iran, il governo britannico agli enti di beneficenza: "Attenzione alle infiltrazioni"
La crisi in Iran coinvolge gli Stati interessati nel conflitto e tange le rispettive questioni di sicurezza interna. Per questo la Charity Commission del governo britannico ha allertato le organizzazioni benefiche sui possibili risvolti dovuti alla "situazione instabile" nel Medio Oriente e quindi sui potenziali dirottamenti finanziari illeciti agli Ayattolah attraverso operazioni di infiltrazione.
"La necessità di attenzione nella pianificazione delle attività diventa ancora più acuta e i fiduciari devono valutare attentamente il contesto delle loro attività - è scritto nella nota pubblicata oggi 5 marzo sul loro sito - In qualità di autorità di regolamentazione civile, risponderemo con fermezza alle prove di collegamenti tra enti di beneficenza ed estremismo o terrorismo e, ove opportuno, invieremo segnalazioni ad altre agenzie, anche in caso di prove di criminalità".
Lo scopo è quindi quello di evitare qualsiasi forma di penetrazione iraniana e di finanziamento agli Ayatollah mascherato da iniziative umanitarie. Un rischio elevato, specie in tempi di guerra ibrida, che è al vaglio dei servizi di sicurezza preposti al controllo. La Commissione ha infatti fornito un "kit di strumenti" per proteggere le "organizzazioni benefiche da eventuali danni" e "abusi estremisti o terroristici".
Per il governo britannico, i fiduciari degli enti "hanno la responsabilità di garantire che le attività promuovano il loro scopo benefico e siano nel migliore interesse dell’organizzazione". La Charity Commission esorta dunque a seguire le linee guida e incoraggia a segnalare qualsiasi anomalia.
"Continueremo a monitorare la situazione, valutando anche le informazioni in arrivo", conclude la nota. Negli ultimi anni, diverse organizzazioni benefiche con sede nel Regno Unito - come Dar Alhekma Trust - sono state oggetto di indagini per presunti legami con gruppi affiliati a Teheran.