Medio Oriente
Iran, zone d'attacco e obiettivi divisi tra Usa e Israele. Il piano di guerra coordinato da mesi
Israele bombarda Teheran e l'Iran occidentale perché da qui vengono lanciati i missili contro Tel Aviv. Gli Stati Uniti stanno invece operando nelle regioni meridionali del Paese perché da qui partono i droni che stanno attaccando gli Emirati Arabi, il Qatar, il Kuwait e l'Arabia Saudita dove sono le basi militari americane prese di mira dal regime degli Ayatollah nella guerra iniziata il 28 febbraio scorso. "Anche per quanto riguarda la tipologia di obiettivi, Israele e Usa si sono divisi il lavoro", scrive il quotidianoThe Times of Israel. L'esercito americano, ad esempio, si è assunto la responsabilità di colpire l'intera Marina iraniana. L'aviazione di Tel Aviv nel frattempo si è concentrata su altri obiettivi, in base al relativo vantaggio, come gli impianti nucleari del regime di Teheran e i lanciatori di missili balistici.
Inoltre, l'aeronautica militare israeliana ha fatto molto affidamento sulle capacità di rifornimento dei caccia da parte dell'esercito statunitense, che dispone di una flotta di jet-cisterna 10 volte superiore a quella dell'Iaf. I funzionari militari israeliani descrivono il conflitto come la prima guerra congiunta su vasta scala tra Israele e Stati Uniti, dopo un'ampia pianificazione degli ultimi mesi. Secondo quanto reso noto dall'Idf, sia in Israele che negli Stati Uniti sono operative "cellule di coordinamento congiunto" che sincronizzato interventi sul campo, intelligence, obiettivi e difesa. Oltre mille soldati americani sono di stanza nello Stato ebraico. Il Capo di Stato maggiore israeliani, il tenente generale Eyal Zamir, si confronta quotidianamente con il responsabile Centcom statunitense, l'ammiraglio Brad Cooper.