Guerra in Iran

Abbattuti dal Kuwait per errore i tre caccia americani precipitati

Andrea Riccardi

Sono stati abbattuti dalle difese aeree del Kuwait per errore i tre caccia F-15 statunitensi impegnati in operazioni legate all'Iran. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti. Tutti e sei i piloti degli equipaggi si sono eiettati con il seggiolino e sono arrivati a terra in sicurezza con il paracadute. Sono stati recuperati, accompagnati in ospedale e sono in condizioni stabili. In quel momento era in corso una battaglia aerea. Da ieri l'Iran ha lanciato 97 missili e 238 droni contro il Kuwait. È stata colpita anche una base militare americana presente nel Paese e L'ambasciata Usa a Kuwait City.

Una dichiarazione congiunta degli Stati del Golfo e degli Usa ha condannato fermamente gli "attacchi missilistici e droni indiscriminati e sconsiderati" dell'Iran in tutta la regione, che, hanno avvertito, minacciano la stabilità regionale. Gli attacchi hanno avuto luogo in Bahrein, Iraq (inclusa la regione del Kurdistan iracheno), Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Violente esplosioni si sono verificate a Dubai e Samha, negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, la capitale del Qatar. L'Arabia Saudita ha chiuso la sua più grande raffineria dopo che un attacco con droni ha causato un incendio. A Cipro due droni diretti contro la base militare britannica di Akrotiri sono stati intercettati, dopo un precedente attacco avvenuto la notte scorsa.

  

Un nuovo importante fronte di guerra, iniziato sabato da Israele e dagli Stati Uniti, si è aperto oggi, quando Hezbollah ha lanciato missili e droni verso Israele in rappresaglia per l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, avvenuta nel fine settimana. Secondo il ministero della Salute libnese ha denunciato bombardamenti israeliani su Beirut e Tiro hanno ucciso almeno 31 persone e ne hanno ferite 149. La Mezzaluna Rossa ha dichiarato che almeno 555 persone sono state uccise in Iran dagli attacchi israelo-statunitensi in 131 città da sabato.

Rafael Grossi, direttore generale dell'ispettorato nucleare dell'Aiea, ha avvertito che l'evacuazione di massa delle città in tutto il Medio Oriente potrebbe essere necessaria se le centrali nucleari civili venissero attaccate, provocando una fuoriuscita di materiale radioattivo. Grossi ha affermato che non vi sono indicazioni che gli impianti nucleari iraniani siano stati danneggiati o colpiti dopo i recenti attacchi degli Stati Uniti e di Israele che pure li hanno presi di mira.