EPSTEIN
La reazione di re Carlo all’arresto del fratello Andrea: “La legge deve fare il suo corso”
La notizia relativa all’arresto dell’ex principe Andrea, avvenuto questa mattina, nel giorno del suo sessantaseiesimo compleanno, si è abbattuta come una bufera sulla famiglia reale inglese. In un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di oggi, re Carlo III ha garantito massimo sostegno e collaborazione alle autorità. “Voglio dirlo chiaramente: la legge deve fare il suo corso", ha dichiarato il sovrano. E ancora: "Ho appreso con profonda preoccupazione la notizia riguardante Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta illecita nell'esercizio della sua carica pubblica. - prosegue la dichiarazione - Quello che seguirà sarà un processo completo, equo e corretto attraverso il quale questa questione verrà indagata nel modo appropriato e dalle autorità competenti. Come ho già detto in passato, (le autorità) hanno il nostro pieno e sincero sostegno e la nostra cooperazione. Poiché questo processo è in corso, non è opportuno per me commentare ulteriormente la questione. Nel frattempo, la mia famiglia e io continueremo a svolgere il nostro dovere e a servire tutti voi".
Solidarietà anche da parte di William e Kate
Secondo quanto riporta il Guardian, anche i principi del Galles, William e Kate, condividono e sostengono le dichiarazioni del monarca. L’erede al trono d’Inghilterra e consorte avevano rilasciato il loro primo commento pubblico in merito alle rivelazioni sugli Epstein Files lo scorso 9 febbraio, dicendosi “profondamente preoccupati” ed esprimendo vicinanza alle vittime degli abusi sessuali perpetrati da Jeffrey Epstein, il faccendiere pedofilo americano morto suicida in carcere nel 2019, con la complicità della compagna Ghislaine Maxwell, condannata negli Stati Uniti a 20 anni di reclusione per traffico sessuale di minori.
L’arresto dell’ex principe Andrea
L’ex principe è stato arrestato nella sua residenza di Sandringham, nel Norfolk, nella mattinata di giovedì 19 febbraio. La Thames Valley Police lo ha fermato con l’accusa di “misconduct in public office”, l’equivalente nell’ordinamento penale italiano dell’abuso d’ufficio. Secondo gli investigatori, Andrea Mountbatten-Windsor avrebbe condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein quando era inviato commerciale per il Regno Unito. In un’intervista rilasciata nel 2019 alla Bbc, l’allora principe Andrea si era detto pentito di aver frequentato il finanziere americano, assicurando di aver interrotto ogni contatto con lui dopo la condanna per istigazione alle prostituzione nei di confronti di una ragazza minorenne e negando ogni eventuale coinvolgimento nella vicenda. Ad ogni modo, negli Epstein Files ci sarebbero foto e mail che smentirebbero le dichiarazioni dell’ex duca di York.
Le accuse di Virginia Giuffre
Nel 2021 Virginia Roberts Giuffre, la principale accusatrice e vittima di Epstein, ha citato in giudizio l’ex principe per violenza sessuale. Appresa la notizia, la regina Elisabetta II ha revocato al figlio i titoli militari. Nel 2022 Andrea ha raggiunto un accordo extragiudiziale con Giuffre per evitare il processo. L’anno scorso re Carlo III ha privato il fratello di tutti i titoli reali, sollevandolo anche da incarichi istituzionali per conto della famiglia reale.
Le perquisizioni
La polizia della Thames Valley ha perquisito la tenuta Royal Lodge, che è situata a pochi chilometri dal castello di Windsor. Secondo quanto riporta il Guardian, sarebbero stati avvistati due furgoni della Gander and White all’esterno della proprietà. La Gander and White viene descritta come “una delle principali società di logistica e di opere d’arte”. Non è ancora chiaro se siano state effettuati altre perquisizioni.
Cos’è il reato di “misconduct in Public Office”
Il reato di “misconduct in Public Office” corrisponde, più o meno, al nostro abuso d’ufficio ed è punibile con la reclusione fino all’ergastolo. Secondo quanto si legge sul sito web della Procura della Corona, si tratta di “un reato di common law che può essere giudicato solo su un atto d’accusa e riguarda un grave abuso, negligenza intenzionale del potere o delle responsabilità della pubblica funzione”. Fino ad oggi, mai nessun membro della casa reale inglese era stato indagato o arrestato con l’accusa di “misconduct in Public Office”.