Medio Oriente

Palestina, Tajani: "No all'annessione della Cisgiordania da parte di Israele"

Andrea Riccardi

"Abbiamo sempre condannato con fermezza gli attacchi dei coloni estremisti contro le comunità e i luoghi di culto cristiani in Cisgiordania e siamo contrari a qualsiasi forma di annessione della Cisgiordania a Israele". Lo ha affermato il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, nel corso del question time alla Camera, intervenendo sulla situazione in Medio Oriente. Il titolare della Farnesina ha ribadito che "la prospettiva di due Stati che convivono in pace e sicurezza è un obiettivo politico che il governo continua a sostenere con determinazione". Tajani ha sottolineato di mantenere "un costante contatto anche con il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa", e ricorda l'impegno italiano per la libertà religiosa. "La libertà religiosa è una priorità assoluta della politica estera italiana. Sono troppi nel mondo i cristiani uccisi perché cristiani: continueremo a batterci perché questo fenomeno venga sempre più ridotto", ha aggiunto dopo la denuncia da parte della Germania secondo la quale Israele va verso "un'annessione di fatto" della Cisgiordania a seguito dell'approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di nuove misure per rafforzare il controllo e aumentare gli insediamenti nei Territori occupati.

"I piani di Israele volti a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania, aprendo la strada a un'ulteriore espansione degli insediamenti, rappresentano un passo avanti verso il consolidamento dell'annessione illegale", è  intervenuto l'alto commissario dell'Onu per i Diritti Umani, Volker Turk. "Se queste decisioni saranno attuate, accelereranno  l'espropriazione dei palestinesi e il loro trasferimento forzato, portando alla creazione di ulteriori insediamenti
israeliani illegali". "Stiamo assistendo a rapidi passi avanti verso la modifica in modo permanente della demografia del territorio palestinese occupato, privando la popolazione delle proprie terre e costringendola ad andarsene", ha affermato l'alto commissario Onu. Intanto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas ha chiesto una "reazione decisa" da parte degli Stati Uniti e della comunità internazionale dopo il via  libera da parte di Israele a misure volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania. Durante una conferenza stampa ad Oslo, dove si trova in visita, Abbas ha precisato di aver discusso la questione con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e di aver affrontato anche il tema delle violenze dei coloni israeliani e del congelamento da parte di Israele di "quattro miliardi di dollari" destinati al popolo palestinese.