Crans Montana

Strage di Capodanno, Parmelin a Meloni "Con l'Italia ottima collaborazione nell'emergenza"

Angela Bruni

"La gestione dell'emergenza è stata caratterizzata dalla collaborazione con le autorità italiane, anche a livello istituzionale". Lo ha affermato il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin in merito alla tragedia di Crans-Montana della notte di Capodanno. Oggi è intervenuto a margine di una conferenza stampa presso la Swiss Olympic House di Milano in occasione dei Giochi invernali. Ha ricordato i contatti intrattenuti con l'Italia, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrato a Milano alla cerimonia di apertura dei Giochi. "Mi ha detto di essere rimasto colpito dal lavoro svolto in Svizzera", ha spiegato. Riguardo al primo ministro Giorgia Meloni, Guy Parmelin ha ricordato che, nella fase più acuta dell'emergenza, il governo italiano aveva offerto supporto per accelerare le procedure di identificazione delle vittime. "Abbiamo accettato questo aiuto e ha contribuito ad accelerare le cose", ha aggiunto, sottolineando l'importanza della cooperazione nella gestione della crisi. Il presidente elvetico ha riferito i dubbi e le incomprensioni espressegli da Meloni dopo la liberazione di Jacques Moretti, il proprietario del bar "Le Constellation". Bar teatro dell'incendio che a Capodanno ha causato la morte di 41 persone (tra cui sei italiani) e il ferimento di altre 115. "Le ho spiegato che esiste una separazione dei poteri e che ora spetta alla giustizia fare il proprio lavoro. Ho percepito molta emozione nella premier Meloni, cosa che posso capire", ha sottolineato Parmelin, che ieri ha visitato l'Ospedale Niguarda di Milano dove sono ancora ricoverate alcune delle vittime del rogo "Le condizioni dei feriti stanno migliorando, la cooperazione sanitaria tra Svizzera e Italia è stata eccellente", ha osservato.

Il Presidente della Confederazione Svizzera ha dichiarato di aver incontrato una paziente ustionata, inizialmente curata nella Svizzera tedesca, poi trasferita in Italia e ora prossima alle dimissioni dall'ospedale. "Era molto contenta di vedere la fine delle cure", ha spiegato, aggiungendo di aver parlato anche con il marito e con i rappresentanti di altre famiglie, alcune delle quali si trovano ancora ad affrontare situazioni più gravi, "ma che stanno migliorando". Il presidente della Confederazione elvetica ha sottolineato il riscontro positivo dell'Ospedale Niguarda in merito alla gestione dell'emergenza. "Mi hanno confermato che, all'arrivo dei pazienti, tutto era stato organizzato per evitare ulteriori complicazioni". Ha inoltre espresso il desiderio di una cooperazione sanitaria "rafforzata e rinnovata" tra Svizzera e Italia, in particolare in vista di future emergenze. "Siamo qui per le famiglie e per dimostrare che ci prenderemo cura di loro. Questo è anche l'obiettivo che mi sono prefissato a nome del Consiglio federale e lavoreremo per raggiungerlo", ha aggiunto Parmelin.