Guerra in Ucraina

Zelensky a Putin: "Non cediamo il Donbass. Vi costerà 800 mila morti in più"

Andrea Riccardi

Alla vigilia del secondo giorno del trilaterale di Abu Dhabi, il cui "primo round" è stato definito dal negoziatore ucraino, Rusten Umerov, "sostanziale e produttivo, incentrato su misure concrete e soluzioni pratiche" - anche se gli osservatori internazionali mantengono una buona dose di scetticismo in merito alla possibilità che dalla quarantott'ore diplomatica possano uscire soluzioni concrete per la risoluzione del conflitto - il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, intervistato da France 2, ha riaffermato la necessità che i colloqui portino a una vera pace e non offrano alla Russia "una nuova opportunità per continuare la guerra: "I partner dell'Ucraina devono esercitare maggiore pressione su Mosca" tenendo ben presente che "Putin non ha paura degli europei, che ci hanno aiutato enormemente. Ha paura solo di Trump, questo è un fatto". Ma "Ciò che Trump dovrebbe dire a Putin non spetta a me dirlo". In ogni caso, resta prioritario il fatto che "non può esserci alcun compromesso sulla questione della nostra sovranità".

Quindi un avvertimento ai partner occidentali: "Americani e ucraini sono persone comuni che condividono gli stessi valori. Gli Stati Uniti hanno altre priorità geopolitiche, ma devono capire che l'Ucraina è un punto importante per la sicurezza mondiale". Zelensky ha anche affrontato la questione della ripresa del dialogo con Vladimir Putin, un'iniziativa avviata dal francese Emmanuel Macron. "L'interesse di Putin è umiliare l'Europa", ha affermato, sostenendo che la pressione sul presidente russo "è insufficiente". Secondo lui, "il dialogo deve avvenire a determinate condizioni". Va sottolineato a tale proposito che l'altro ieri Emmanuel Bonne, consigliere diplomatico dell'inquilino dell'Eliseo, si è recato a Mosca per incontrare gli alti funzionari russi.

  

Zelensky ha inoltre affermato che "La Russia vuole infliggere più sofferenze agli ucraini affinché accettino" una soluzione di compromesso, fortemente penalizzante per il paese. "Questo modo di agire è, per i russi, analogo a un ultimatum". Va ricordato a tale proposito che, dopo una pausa di pochi giorni in quella che è stata definita la "tregua del gelo", il Cremlino ha ripreso da alcune notti i massicci bombardamenti contro i siti energetici che hanno portato a ulteriori tagli al riscaldamento e all'elettricità per centinaia di migliaia di case, con temperature prossime ai -20°C. Nonostante un tale accanimento, ha argomentato Zelensky, Kiev è sempre stata disposta a sedersi al tavolo dei negoziati. "Il mio team - ha sottolineato - è attualmente impegnato nelle trattative. La nostra priorità è porre fine a questa guerra. E siamo grati agli americani che sono anche loro ad Abu Dhabi oggi", ha aggiunto.

Una delle principali richieste di Mosca è il ritiro delle forze ucraine dalle aree sotto il loro controllo nella regione orientale di Donetsk. Kiev si è finora rifiutata di cedere questi territori, dove si trovano le sue principali difese contro gli attacchi russi. "La Russia vuole che abbandoniamo tutto il Donbass - ha detto il presidente ucraino - Da quando hanno iniziato questa guerra, non hanno ottenuto una sola vittoria. E noi siamo perfettamente consapevoli del prezzo che ogni metro, ogni chilometro di questa terra costa all'esercito russo. Per Mosca non contano le persone che muoiono. Conquistare l'Ucraina orientale, costerà loro 800mila cadaveri in più. Non resisteranno così a lungo", ha assicurato. Congelare il conflitto? Questa, ha spiegato Zelensky "sarebbe già una grande concessione da parte nostra" in quanto "I russi hanno bisogno di una pausa". A patto di "mantenere le nostre posizioni". Inoltre, ha specificato, "Se parliamo di una zona demilitarizzata, dobbiamo avere il controllo della nostra parte".