Catalogna
Ue, la Corte di giustizia annulla la revoca dell'immunità. E Puigdemont evita il carcere
La Corte di Giustizia dell'Ue ha annullato le decisioni del Parlamento europeo di revocare l'immunità degli eurodeputati indipendentisti catalani Carles Puigdemont, Antoni Comín e Clara Ponsatí. Per i giudici di Lussemburgo, la nomina del relatore incaricato delle richieste di revoca dell'immunità era "contraria al requisito d'imparzialità". Dopo il referendum per l'indipendenza della Catalogna del primo ottobre 2017 il pubblico ministero spagnolo, l'avvocato dello Stato e il partito di estrema destra Vox hanno avviato un procedimento penale a carico di varie persone, tra cui Carles Puigdemont i Casamajó, all'epoca presidente della Generalitat de Catalunya, Antoni Comín i Oliveres e Clara Ponsatí i Obiols, allora membri del governo della Comunità Autonoma di Catalogna. Nel marzo 2018, la Corte suprema spagnola ha accusato i tre dei reati di ribellione e indebita destinazione di fondi pubblici. Visto che gli accusati avevano lasciato la Spagna, il procedimento penale è stato sospeso. La Corte suprema spagnola ha emesso mandati di arresto per processarli. I tre, però, sono stati eletti eurodeputati nel maggio 2019. La Corte suprema di Madrid ha chiesto così al Parlamento Europeo di revocare l'immunità dei tre deputati, cosa che il Parlamento ha fatto con decisioni del 9 marzo 2021. I tre eurodparlamentar hanno chiesto al Tribunale dell'Unione Europea di annullare quelle decisioni. Il 5 luglio 2023, il Tribunale dell'Ue ha respinto il ricorso. I tre eurodeputati hanno dunque impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Giustizia.
La Corte oggi ha annullato la sentenza del Tribunale e le tre decisioni del Parlamento. I giudici ricordano che, per garantire l'imparzialità del relatore che istruisce una richiesta di revoca dell'immunità, l'assemblea di Strasburgo ha stabilito che il relatore non può appartenere allo stesso gruppo politico al quale appartiene il deputato la cui immunità è in discussione, visto che le potenziali affinità tra loro potrebbero far sorgere legittimi dubbi sull'imparzialità del relatore. I giudici osservano che, "per ragioni di coerenza", il Parlamento deve anche escludere un relatore membro di un gruppo politico al quale appartengano deputati del partito all'origine del procedimento penale a carico del deputato la cui immunità è in discussione, in questo caso Vox e il suo gruppo di allora, l'Ecr. Il relatore era il bulgaro Angel Dzhambazki, membro del gruppo Ecr, lo stesso cui allora apparteneva Vox, che oggi fa parte del gruppo dei Patrioti per l'Europa.
Secondo la Corte, un relatore simile potrebbe essere percepito come "non imparziale" e la sua nomina sarebbe quindi contraria al diritto al buon andamento dell'amministrazione. Il Tribunale, secondo la Corte, ha commesso un errore, dichiarando che l'appartenenza del relatore nominato per istruire le richieste di revoca dell'immunità dei deputati allo stesso gruppo politico cui appartiene Vox, all'origine del procedimento penale a carico dei tre, era "ininfluente" sulla valutazione dell'imparzialità del relatore. Aggiungono i giudici di Lussemburgo che il Tribunale ha omesso di tenere conto di un elemento "particolarmente rilevante" per la valutazione del requisito di imparzialità: il 6 marzo 2019 Angel Dzhambazki ha organizzato un evento che prevedeva l'intervento del segretario generale di Vox sul tema "La Catalogna è la Spagna". In quel momento, Vox era già all'origine del procedimento penale contro i tre eurodeputati indipendentisti. L'organizzazione di quell'evento, notano ancora i magistrati, poteva quindi costituire un indizio non solo di un sostegno alle idee politiche di Vox sulla situazione in Catalogna, ma anche di una posizione "favorevole all'esercizio dell'azione penale nei confronti dei tre eurodeputati". La Corte, dunque, annulla le decisioni del Parlamento, adottate sulla base di relazioni che "avrebbero dovuto essere considerate nulle, poiché la nomina del relatore era contraria al requisito di il imparzialità.
La Corte Costituzionale spagnola mantiene al momento il mandato d'arresto emesso dalla Corte Suprema nei confronti dell'ex governatore catalano Carles Puigdemont ,e degli indipendentisti Lluis Puig Gordi e Antoni Comín Oliveres. I tre hanno fatto ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la decisione della Corte Suprema di non applicare la legge di amnistia al reato di appropriazione indebita di fondi pubblici del quale sono accusati. Mentre la Corte Costituzionale sta decidendo sul caso, gli indipendentisti puntavano a che i giudici sospendessero in via cautelare i mandati di arresto. Ma la Corte non ha accolto la richiesta.