Venezuela, amnistia per i prigionieri politici. Machado: "È merito degli Usa"

Dopo anni di buia dittatura, a Caracas qualcosa inizia a cambiare. La presidente venezuelana Delcy Rodríguez, entrata in carica dopo la cattura di Maduro per mano degli Stati Uniti lo scorso 3 gennaio, ha annunciato di voler presentare una legge di amnistia per i prigionieri politici "che copre tutto il periodo politico dal 1999 a oggi". La misura, che è stata notificata in Corte Suprema durante l'apertura del nuovo anno giudiziario, sarà presentata con massima urgenza all'Assemblea Nazionale. 

Dall'amnistia saranno escluse le persone condannate per omicidio, narcotraffico, corruzione e gravi violazioni dei diritti umani. La scelta è stata fatta "per riparare le ferite lasciate dal confronto politico attraverso la violenza e l'estremismo e ripristinare giustizia e convivenza nel nostro Paese" ha aggiunto Rodriguez prima di annunciare l'avvio di una consultazione nazionale utile ad arrivare a un nuovo sistema della giustizia. Rodriguez ha infine annunciato la chiusura della famigerata prigione di El Helicode - centro di detenzione operato dai servizi segreti bolivariani Sebin nel centro di Caracas - che verrà convertito a centro sociale, sportivo, culturale e commerciale.

  

Non si è fatta attendere la risposta del premio nobel e leader dell'opposizione Maria Corina Machado, che ha attribuito il merito di questo cambiamento all'operazione di destituzione condotta dagli Stati Uniti di Donald Trump. "Non si tratta ovviamente di qualcosa che il regime ha voluto fare volontariamente. Piuttosto, è il risultato della pressione reale che ha ricevuto dagli Stati Uniti. L'unica cosa rimasta al governo venezuelano è l'apparato repressivo del regime. Quando questo scomparirà sarà la fine della tirannia".

Continua la lotta intestina fra i reggenti della dittatura di Maduro e l'opposizione che, dal 3 gennaio a oggi, è tornata ad avere una voce nel capitolo venezuelano.