Medio Oriente
Iran, manifestanti uccisi: gli Usa sanzionano il primo ministro e i capi dei Pasdaran
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, attraverso l'Office of Foreign Assets Control, ha annunciato nuove sanzioni contro dirigenti del governo iraniano, delle forze di sicurezza e dei Guardiani della Rivoluzione ritenuti responsabili della brutale repressione delle proteste nel Paese. Tra le personalità colpite dal provvedimento figura il ministro dell'Interno, Eskandar Momeni, accusato di sovrintendere alle forze di sicurezza responsabili di uccisioni di massa, arresti arbitrari e sparizioni forzate di manifestanti. Colpiti anche diversi ufficiali dei Guardiani della Rivoluzione: il capo del controspionaggio, Majid Khademi, il comandante del corpo Seyyad al-Shohada nella provincia di Teheran, Ghorban Mohammad Valizadeh, il comandante nella provincia di Hamadan, Hossein Zare Kamali e il comandante nella provincia di Gilan, Hamid Damghan.
Nel mirino anche Babak Morteza Zanjani, imprenditore iraniano già condannato per appropriazione indebita di miliardi di dollari di proventi petroliferi e ora accusato di aver fornito sostegno finanziario a grandi progetti a beneficio dei Pasdaran e del regime. Insieme a lui, per la prima volta, gli Usa hanno designato due piattaforme di scambio di asset digitali: Zedcex Exchange Ltd. e Zedxion Exchange Ltd., entrambe registrate nel Regno Unito e ritenute coinvolte nel riciclaggio di fondi e nell'elusione delle sanzioni tramite transazioni legate ai Pasdaran. "Il regime ha scelto di speperare le entrate petrolifere in programmi nucleari, missili e proxy terroristici invece di costruire un Iran prospero", ha commentato il segretario al Tesoro, Scott Bessent, sottolineando che l'Amministrazione Trump "continuerà a colpire reti finanziarie ed elite corrotte che si arricchiscono a spese del popolo iraniano".