terrificante repressione
Iran, la terrificante repressione svelata dai video: ospedali pieni di cadaveri e cecchini su tetti
Nuovi video verificati dalla Bbc rivelano la portata della repressione in Iran, dove le proteste scoppiate a fine dicembre sono state stroncate con violenza dalle forze di sicurezza. Le immagini mostrano corpi ammassati negli ospedali, cecchini posizionati sui tetti degli edifici e telecamere di sorveglianza distrutte dai manifestanti per provare a sfuggire al controllo dello Stato. Secondo la Human Rights Activists News Agency (Hrana), sarebbero quasi 6mila le persone uccise, di cui 5.633 manifestanti, mentre ulteriori 17mila morti segnalate sono attualmente in fase di verifica. L'associazione Iran Human Rights (Ihr), con sede in Norvegia, avverte che il bilancio potrebbe superare 25mila vittime. Le autorità iraniane, invece, sostengono che il bilancio sia stato di oltre 3.100 morti, ma la maggior parte riguarderebbe personale di sicurezza o civili colpiti dai "rivoltosi".
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Le immagini citate dalla Bbc risalgono all'8 e 9 gennaio, le notti considerate finora le più letali per i manifestanti, in seguito a un appello di Reza Pahlavi, figlio esiliato dell'ultimo Shah, a una protesta nazionale. Nei video verificati dalla Bbc e da Bbc Persian si vedono almeno 31 corpi all'interno dell'obitorio dell'ospedale Tehranpars e sette sacchi per cadaveri all'esterno dell'ingresso. In un altro filmato, centinaia di persone protestano lungo un'autostrada a ovest di Teheran, mentre si sentono colpi di arma da fuoco e urla di disperazione. In alcune città, i manifestanti hanno tentato di eludere il controllo dello Stato disattivando le telecamere di sorveglianza. In un video della capitale, una persona scala un palo e colpisce ripetutamente una telecamera, mentre la folla applaude.
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Le forze di sicurezza iraniane hanno anche schierato cecchini sui tetti degli edifici. A Mashad, nel nord-est del Paese, sono stati filmati due uomini vestiti di nero su un tetto: uno è accanto a un fucile appoggiato a un muro, mentre l'altro fuma accovacciato a terra, probabilmente in posizione di sorveglianza. L'emittente britannica segnala che le proteste abbiano coinvolto almeno 71 centri urbani, ma il numero reale delle città potrebbe essere molto più alto, a causa del quasi totale blackout di internet imposto dalle autorità fin dall'8 gennaio. Alcuni cittadini sono riusciti a connettersi brevemente grazie a sistemi satellitari come Starlink o tramite vpn, consentendo la diffusione parziale dei video.