Forum a Davos

Groenlandia, ecco come è nato il dietrofront di Donald Trump

Angela Bruni

Il rischio di una crisi transatlantica è durato poche ore, ma ha fatto tremare tutte le cancellerie europee. All'arrivo di Donald Trump a Davos, i leader dell'Ue temevano che la sua spinta per acquisire la Groenlandia potesse innescare uno scontro politico e commerciale capace di minare la stabilità della Nato. Entro sera, però, il presidente americano ha fatto marcia indietro, congelando la minaccia di dazi e aprendo a un negoziato con l'Europa. Il dietrofront, scrive il Wall Street Journal citando fonti vicine ai colloqui, è maturato dopo giorni di contatti riservati tra Trump, i suoi consiglieri e diversi leader europei, tra cui il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ed il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Davanti a un fronte europeo compatto nel respingere l'ipotesi di acquisizione della Groenlandia, gli alleati hanno combinato offerte di collaborazione e minacce sugli effetti di un conflitto transatlantico: da un lato la proposta di rafforzare la sicurezza nell'Artico, dall'altro l'avvertimento sui rischi di una frattura profonda all'interno dell'Alleanza Atlantica. Dopo un incontro con Rutte, Trump 
ha annunciato lo stop ai dazi contro gli otto Paesi europei, sostenendo di aver "definito il quadro di un futuro accordo" sull'isola artica. I contorni dell'intesa restano in evoluzione, ma secondo i funzionari europei informati sui colloqui i negoziati dovrebbero concentrarsi su alcune aree specifiche. Tra queste, un possibile accordo tra Stati Uniti e Danimarca per lo stazionamento di forze americane in basi già esistenti in Groenlandia e un rafforzamento degli sforzi europei per la sicurezza nell'Artico.

Washington, inoltre, potrebbe ottenere il diritto di intervenire per prima su qualsiasi investimento nelle risorse minerarie della Groenlandia, potendo approvare o bloccare operazioni di altri Paesi. L'obiettivo sarebbe impedire a Russia e Cina di entrare nello sfruttamento delle risorse dell'isola. In cambio, Trump ritirerebbe la minaccia dei dazi contro l’Europa, secondo le fonti. Parlando con i giornalisti, il presidente americano ha definito il quadro dell'accordo "davvero fantastico", senza fornire dettagli, aggiungendo di presumere che la Danimarca fosse stata informata. La Casa Bianca non ha commentato e un funzionario dell'amministrazione ha precisato che non è chiaro fin dove si spingeranno i colloqui. "Se questo accordo andrà in porto, e il presidente Trump è molto fiducioso che accada, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici sulla Groenlandia a costi minimi e in modo permanente", ha dichiarato il portavoce, Karoline Leavitt. Nell'intervento al World Economic Forum, Trump aveva escluso il ricorso alla forza militare per prendere il controllo della Groenlandia. Una svolta rispetto ai giorni precedenti, quando non aveva escluso l'opzione militare e aveva pubblicato online l'immagine sua che issava una bandiera americana sull'isola.