La Farnesina

Venezuela, l'annuncio di Tajani in diretta: "Libero anche Luigi Gasperin"

Ignazio Riccio

Questa mattina, durante la diretta di “Agorà “su Rai3, il conduttore Roberto Inciocchi ha interrotto la scaletta per dare una notizia dell’ultimissima ora. “C’è un altro detenuto in un carcere venezuelano che è stato liberato in questi minuti”, ha annunciato in apertura prima di passare la linea alla giornalista in collegamento Francesca Martelli.

Martelli ha confermato la notizia rilanciata sul social “X” dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, accompagnata da una foto che ritrae Luigi Gasperin, imprenditore italo-venezuelano di 77 anni, appena liberato. “Era in carcere in Venezuela – ha riferito l’esponente del governo – è provato, ma in condizioni stabili”.

  

In studio, il giornalista Francesco Semprini ha commentato la notizia inserendola nel contesto più ampio delle recenti scarcerazioni. Secondo Semprini, la dinamica delle liberazioni sarebbe legata a quello che ha definito “un nuovo corso” influenzato da pressioni internazionali, con riferimento anche alla recente cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.
Semprini ha sottolineato l’importanza dell’azione diplomatica italiana nel dialogo con Caracas e ha elogiato la Farnesina e la cooperazione internazionale per aver portato alla luce nuove speranze per i connazionali ancora detenuti.
Secondo i comunicati ufficiali, Luigi Gasperin è stato liberato nella notte tra il 14 e il 15 gennaio e si trova attualmente presso la sede dell’ambasciata italiana a Caracas. L’ordine di scarcerazione era già stato formalizzato nei giorni scorsi, ma è stato eseguito solo di recente. Gasperin è provato dopo mesi di detenzione, ma in condizioni stabili e ha espresso il desiderio di rimanere in Venezuela, tornando alla sua città e alla sua azienda, la Tecnica Petrolera Wlp di Maturín (Stato di Monagas).
Arrestato il 7 agosto 2025, Gasperin era stato accusato dalle autorità venezuelane di detenzione e uso di materiale esplosivo in relazione a un presunto attentato. La sua azienda operava nel settore petrolifero, con contratti di rilievo con la compagnia di Stato PDVSA, prima che l’inchiesta lo travolgesse e portasse alla sua detenzione.

La liberazione di Gasperin segue un’ondata più ampia di scarcerazioni di cittadini stranieri e oppositori politici in Venezuela: nelle scorse settimane era stato rilasciato Biagio Pilieri, giornalista e figura politica italo-venezuelana, e nei giorni successivi sono stati liberati Alberto Trentini, cooperante italiano, e Mario Burlò, imprenditore torinese, entrambi tornati sotto la protezione dell’ambasciata italiana a Caracas.

Il governo italiano ha definito queste scarcerazioni come frutto di una “diplomazia silenziosa” e di una cooperazione costruttiva con le autorità venezuelane, pur ricordando che alcuni connazionali con doppio passaporto italiano-venezuelano restano ancora in carcere e fanno affidamento sulle trattative in corso.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha usato i social per annunciare il rilascio di Gasperin, sottolineando la stabilità delle sue condizioni di salute e la sua vicinanza alla comunità italiana in Venezuela. Secondo fonti diplomatiche, nei colloqui con Caracas l’Italia ha ribadito la necessità di tutelare i diritti dei suoi cittadini e di proseguire nei contatti fino al rilascio di tutti i detenuti italo-venezuelani.
Nonostante questi sviluppi positivi, molte famiglie di detenuti e gruppi per i diritti umani invitano alla cautela, ricordando che centinaia di prigionieri politici restano nelle carceri venezuelane e che la situazione, pur mostrando segnali di alleggerimento, è ancora caratterizzata da profonde incertezze e tensioni.

In un momento in cui la diplomazia italiana cerca di tradurre in risultati concreti l’impegno per i propri cittadini, la liberazione di Gasperin rappresenta un capitolo significativo, ma non conclusivo, di una vicenda che affonda le radici in arresti spesso controversi e in un contesto geopolitico in rapido mutamento.