repressione sanguinosa
Iran, un massacro senza precedenti. Le vittime delle repressione sono migliaia: i video choc
La rivolta dei giovani e non solo, la repressione degli ayatollah. La Repubblica Islamica dell'Iran sta attraversando uno dei momenti più bui e sanguinosi della sua storia recente. Mentre le proteste popolari continuano a sfidare l'autorità del regime, le notizie che filtrano attraverso le maglie della censura delineano il contorno di una repressione brutale, caratterizzata da numeri che superano ogni precedente stima e da immagini che lasciano il mondo in stato di shock. Le organizzazioni non governative e i media indipendenti stanno cercando con estrema difficoltà di mappare l'entità della violenza. Sebbene i dati varino a seconda delle fonti, il denominatore comune è un bilancio delle vittime spaventoso.
Secondo la Human Rights Activists News Agency, il bilancio avrebbe raggiunto almeno 2.000 morti. Di questi, 1.847 sarebbero manifestanti, mentre 135 appartengono alle forze governative. Particolarmente tragico è il dato sui bambini uccisi, almeno nove, insieme a civili che non stavano nemmeno partecipando attivamente ai cortei. Il sito dell'opposizione parla invece di una cifra molto più alta, definendola il "più grande massacro nella storia moderna dell'Iran". Secondo i loro rapporti, basati su testimonianze dirette e prove verificate dal comitato editoriale, le vittime sarebbero 12.000. Gran parte di questo massacro si sarebbe consumato in sole 48 ore, tra l'8 e il 9 gennaio.
I social media bucano la censura
Nonostante i blocchi periodici di internet imposti da Teheran, i social media sono diventati l'unico vero occhio sul conflitto. In queste ore, piattaforme come X, Instagram e Telegram sono invase da immagini shock che mostrano i corpi dei manifestanti abbandonati nelle strade o accatastati negli obitori di fortuna. Video che spesso mostrano ferite d'arma da fuoco a bruciapelo, a conferma dell'uso di munizioni letali contro la folla disarmata.