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Maduro in carcere. Trump a Rodriguez: "Faccia cose giuste o pagherà più di lui"
Nicolas Maduro è giunto fra sabato e domenica al Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Ad attenderlo una cella in una struttura carceraria nota negli States per le sue condizioni definite "squallide", la cronica carenza di personale e la violenza dei detenuti. L'account ufficiale "di risposta rapida" della Casa Bianca ha pubblicato un video dovo l'ormai ex leader di Caracas viene mostrato con una felpa nera con cappuccio, camminare lungo un corridoio con un tappeto blu con la scritta "Dea Nyd" in mezzo a due agenti. Intanto, mentre l'esercito ha riconosciuto Delcy Rodriguez come presidente ad interim del Paese, il presidente Usa Donald Trump non le manda a dire e in un'intervista a "The Atlantic" afferma: "Se non fa ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro".
Secondo il New York Times a fine dicembre lo stesso Maduro aveva respinto un ultimatum di Donald Trump che lo invitava a lasciare l'incarico e a trasferirsi in un esilio dorato in Turchia. Contro la detenzione di Maduro sono giunte parole durissime dalla Cina che ha chiesto il "rilascio immediato" suo e della moglie Cilia Flores. Sulla stessa lunghezza d'onda le dichiarazioni della Corea del Nord e dell'Iran con il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi che, in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano Yvan Eduardo Gil Pinto, ha definito il blitz americano "un esempio di terrorismo di Stato".
Nel futuro processo a Maduro l'amministrazione Trump potrebbe avere un asso nella manica per dare forza alle sue accuse. A dirlo è il settimanale Newsweek spiegando che si tratterebbe di Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, diplomatico e generale in pensione. L'uomo, prima fedele a Chavez e poi a Maduro passò successivamente a sostenere l'opposizione. Maduro lo accusò di tradimento e lo espulse dall'esercito. Carvajal lasciò il Paese e fu infine arrestato in base a un mandato di cattura statunitense ed estradato dalla Spagna per essere processato a New York nel 2023. Carvajal si è dichiarato colpevole di accuse che comportano l'ergastolo ma non è ancora stato condannato. Un segnale che i pubblici ministeri potrebbero prima volerlo far testimoniare contro Maduro.
Nel frattempo, in Venezuela, la Corte Suprema ha ordinato alla vicepresidente Rodriguez di assumere la presidenza del Paese ad interim. Sarebbe proprio lei - secondo quanto riportato da funzionari Usa - la persona che Washington avrebbe scelto "da settimane" come sostituta "accettabile" di Nicolas Maduro. Gli Usa infatti sarebbero rimasti "impressionati" dalla sua gestione dell'industria petrolifera venezuelana e pensano di poter lavorare con Rodriguez in una maniera "molto più professionale" rispetto a Maduro. Quanto a Maria Corina Machado - hanno fatto filtrare gli stessi funzionari al New York Times - Trump non avrebbe mai avuto "simpatia" nei suoi confronti nonostante le continue lusinghe della leader dell'opposizione venezuelana che gli ha dedicato il premio Nobel per la Pace. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha seguito la stessa linea del tycoon spiegando che al momento non sono in programma elezioni a Caracas in quanto si tratta di un "processo che richiede tempo". Al momento Washington si è detta disposta a lavorare con le attuali autorità "se prenderanno le decisioni giuste".