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Gaza, Hamas si piega ad Israele sull'accordo per gli ostaggi: doppio sì di peso

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Hamas avrebbe detto sì ad alcune richieste chiave di Israele per un accordo di cessate il fuoco e per la liberazione degli ostaggi e sarebbe pronta a consentire alle truppe israeliane di rimanere a Gaza durante la tregua su base temporanea. È quanto hanno annunciato mediatori arabi al Wall Street Journal. Secondo il quotidiano statunitense, le due parti stanno valutando un cessate il fuoco di 60 giorni in cui verrebbero rilasciati fino a 30 ostaggi, tra cui cittadini degli Usa. In cambio, Israele rilascerebbe i prigionieri palestinesi e consentirebbe l’ingresso di maggiori quantità di aiuti umanitari a Gaza. 

 

 

I mediatori hanno riferito che domenica Hamas ha presentato una lista di ostaggi, tra cui cittadini statunitensi, donne, anziani e persone con problemi di salute. Nella lista figuravano anche i nomi di cinque ostaggi morti. Secondo il WSJ è la prima volta che viene consegnata la lista degli ostaggi dopo il cessate il fuoco temporaneo del novembre del 2023. Gli ostaggi verrebbero liberati subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo e Hamas inizierebbe quindi a stabilire dove si trovino gli altri ostaggi rimasti a Gaza e le loro condizioni. Si riaccendono in questo modo le speranze di un accordo che potrebbe liberare alcuni ostaggi nel giro di pochi giorni, nonostante il ripetuto fallimento dei precedenti negoziati. Secondo i negoziatori, Hamas accetterebbe che le forze israeliane rimangano temporaneamente nel corridoio di Filadelfia, una piccola striscia di terra lungo il confine di Gaza con l’Egitto, e il corridoio di Netzarim, che divide l’enclave. Il gruppo militante ha anche concordato che non avrebbe gestito o avuto una presenza nel lato palestinese del valico di Rafah tra Egitto e Gaza.

 

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