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Israele-Hamas, slitta l'accordo: perché tarda ad arrivare il rilascio degli ostaggi

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Gli ostaggi non verranno rilasciati prima di venerdì. É quanto ha reso noto il consigliere per la sicurezza nazionale israeliana, come riporta Haaretz. Il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano, Tzachi Hanegbi, ha spiegato che venerdì è la prima data prevista per il rilascio degli ostaggi. "I negoziati per il rilascio dei nostri prigionieri stanno progredendo e continuano continuamente", ha detto Hanegbi in una dichiarazione rilasciata dall'ufficio del primo ministro, aggiungendo che la fase di rilascio dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas procederà come previsto e che la prima parte degli ostaggi israeliani verrà liberata venerdì. A cosa è dovuto il ritardo? Un funzionario israeliano che ha familiarità con i negoziati sulla liberazione degli ostaggi ha dichiarato ad Haaretz che il ritardo nell'attuazione deriva da questioni amministrative "che si stanno risolvendo" e invita a "non preoccuparsi".

 

 

Intanto l'amministrazione Biden spera che il processo inizi domani mattina mentre le parti elaboreranno "gli ultimi dettagli logistici", ha detto ieri sera in una dichiarazione la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale americano Adrienne Watson. "L'accordo è stato concordato e resta concordato. Le parti stanno elaborando i dettagli logistici finali, in particolare per il primo giorno di implementazione - ha affermato Watson, citata dai media Usa -. "Crediamo che nulla debba essere lasciato al caso quando gli ostaggi iniziano a tornare a casa. Il nostro obiettivo primario è garantire che vengano riportati a casa sani e salvi. Tutto ciò è sulla buona strada e speriamo che l'implementazione inizi venerdì mattina".

 

 

Un alto funzionario statunitense ha spiegato che si è reso necessario più tempo per appianare i dettagli relativi alla posizione e al percorso di ciascuno degli ostaggi, nonché alla logistica del loro spostamento. È stata presa la decisione di aspettare un giorno in più per minimizzare che le cose andassero male, ha detto aggiungendo che Israele ha preso questa decisione insieme al Qatar e all'Egitto, e che gli Stati Uniti sono stati consultati e hanno concordato. Il funzionario Usa ha anche affermato che il fatto che Israele non abbia ancora ricevuto i nomi del primo gruppo di ostaggi da liberare non è un problema serio, ma ha aggiunto che sarebbe preoccupante se entro stasera non fosse ancora disponibile un elenco. 

 

 

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