Tensioni nel mondo

Mattarella: Hamas non è la Palestina. A Kiev serve una mediazione

Il dialogo come unico possibile strumento di pace. A Tashkent, nel cuore dell'Asia centrale, come pochi giorni fa in Corea del Sud osservando la storia dal 38esimo parallelo, Sergio Mattarella guarda alle "tensioni" che rischiano di rompere l'ordine mondiale e fissa l'obiettivo. "Alla mia età non immaginavo di poter assistere alla guerra in Europa", confida al suo omologo uzbeko Shavkat Mirziyoyev. Da queste parti, anche se l'occupazione sovietica è ormai lontana, l'influenza di Mosca è ancora forte. C'è un grande desiderio di autonomia e indipendenza, ma la vicinanza conta.

 

  

 

E allora il Capo dello Stato sembra voler approfittare della latitudine per mandare messaggi chiari: "Grave è l'errore" commesso dalla Russia: "Riporta indietro il tempo" perché oggi "nessuna controversia può essere risolta aggredendo il vicino", scandisce l'inquilino del Colle, ribadendo quella che è stata la linea del nostro Paese e dell'Europa dal 24 febbraio 2022 a questa parte. Doveroso, quindi, incoraggiare tutti i tentativi di mediazione in corso, "che naturalmente rispettino l’integrità territoriale ucraina”, sottolinea Mattarella, che però, per la prima volta, fa un passo in più. "Nessuno - assicura - vuole umiliare e indebolire il ruolo della Russia".

 

 

Anche in Medioriente esistono un aggressore e un aggredito. "Quello che ha fatto Hamas il 7 ottobre sgozzando bambini, violentando le donne, prendendo ostaggi bambini e anziani, filmando le scene di violenza è un insulto all'umanità", dice chiaro puntando il dito contro la violenza "deliberata" di Hamas, che però - la sottolineatura - "non rappresenta popolo palestinese". Non solo. Le vittime civili, in Israele come a Gaza, sono tutte uguali, mette in chiaro, e "le azioni militari devono tenerne conto". "Resto convinto - insiste Mattarella - che l'unica soluzione che porti alla stabilità e alla pace sia quella di due popoli e due Stati”.

 

 

"Solamente il dialogo e la cooperazione, fondati sul rispetto reciproco e sul valore inalienabile della persona umana, in tutte le sue diverse manifestazioni - insiste il Capo dello Stato incontrando gli studenti del campus del Politecnico di Torino a Tashkent - potranno debellare i fantasmi che si riaffacciano dell’imperialismo". Di fronte ai ragazzi Mattarella torna poi a citare Franco Battiato e la sua "Come un cammello nella grondaia". Il titolo della canzone del cantautore siciliano riprende una frase dello scienziato uzbeko Al Biruni per raccontare la sua inadeguatezza di fronte ai "demoni feroci" della violenza. "E cosa devono vedere ancora gli occhi e sopportare?", recita.