collaborazione con gli ucraini

Ucraina, Joe Biden si arrabbia con la sua intelligence: “Attività controproducenti”. Il caso servizi segreti

Dopo i recenti scoop dei media americani sull’attività di condivisione di informazioni tra servizi americani ed ucraini per colpire obiettivi russi, Joe Biden ha parlato con i vertici delle agenzie di intelligence e difesa Usa per sottolineare come queste rivelazioni siano controproducenti per il loro importante lavoro. Lo rivela Nbcnews, citando due fonti a conoscenza della telefonata che il presidente ha avuto con il direttore della Cia, William Burns, con Avril Haines, a capo del National Intelligence Avril Haines e con il capo del Pentagono, Lloyd Austin. Il messaggio di Biden è stato che queste rivelazioni «ci distraggono dal nostro obiettivo», aggiungono le fonti spiegando che il presidente è stato chiaro nell’affermare che queste fughe di notizie devono essere fermate. Nei giorni scorsi il New York Times ha rivelato che gli Usa hanno fornito agli ucraini le informazioni di intelligence per uccidere diversi generali russi, mentre ieri altri media hanno scritto che sono arrivate sempre dall’intelligence americana le informazioni che hanno portato all’attacco alla nave russa Moskva che è poi affondata.

 

  

 

Intanto il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha dichiarato che le informazioni di intelligence fornite dagli Usa all’Ucraina sono «legittime, legali, limitate». Kirby, in conferenza stampa, non ha confermato le indiscrezioni e ha affermato che è l’Ucraina che «prende le decisioni» su come utilizzare le informazioni riservate che riceve. «Forniamo ciò che riteniamo siano informazioni pertinenti e tempestive sulle unità russe che potrebbero consentire loro di adattare ed eseguire la propria autodifesa al meglio delle proprie capacità», ha spiegato Kirby. «Non siamo l’unica fonte di intelligence e informazioni per gli ucraini. Ricevono informazioni anche da altre nazioni. E hanno una capacità di raccolta di informazioni piuttosto solida», ha concluso il portavoce del Pentagono, «e se decidono di fare qualcosa con quell’intelligence, prendono le decisioni su come agire di conseguenza nel conflitto».