bagarre in tv

Piazzapulita, David Parenzo fa ironia con la giornalista russa: “Mi mette il polonio nelle mutande?”

Luca De Lellis

Più la guerra va avanti, più gli animi si surriscaldano. Nella trasmissione Piazzapulita, andata in onda nella serata di giovedì 21 aprile su La7, il conduttore Corrado Formigli ha ospitato la giornalista russa Olga Kurlaeva. Sostenitrice della politica attuata dal leader del Cremlino, è stata interrotta nel suo discorso dalla furia del giornalista David Parenzo, che le ha rivolto una domanda retorica in maniera sarcastica: “Siamo al 57esimo giorno di guerra e non mi risulta che gli ucraini e neanche i cosiddetti filorussi abbiano accolto i carri armati di Vladimir Putin con gli applausi. Se siamo a questo punto e ancora i russi fanno fatica, nonostante le bombe e i palazzi sventrati, a conquistare pezzi di territorio, evidentemente l’obiettivo iniziale di Putin di essere acclamato come il liberatore non è accaduto. Non sono considerati i liberatori cara signora”.

 

  

 

A quel punto ha preso piede la bagarre televisiva. La risposta della Kurlaeva non si è fatta attendere, e ha riguardato in particolar modo una critica al metodo italiano di approccio all’informazione: “Leggete un po’ meno di media ucraini e passate a quelli russi e vedrete quei cittadini che accolgono i russi con i fiori. Provate a sentire le informazioni da entrambe le parti, non solo da una”. Parenzo ha controbattuto senza peli sulla lingua: “Lei è il ministro della propaganda di Putin, e lo fa anche molto bene”. Poi ha proseguito: “Per fortuna sono qui, altrimenti mi mette il polonio nelle mutande la signora. Bevo l’acqua qui perché negli studi televisivi russi io avrei un po’ di paura a fare il dissidente. Bevo l’acqua alla sua salute, qui non c’è il polonio cara…”.

 

 

La giornalista russa ha terminato il suo intervento con una gaffe: “Lei beva il vino con le fotografie di Adolf Hitler che si vendono in Italia, magari starà meglio”. Parenzo e Formigli hanno risposto in coro, deridendo l’ospite: “Era Benito Mussolini, un pochino appena meglio”.