caccia all'uomo

Attentato a New York, aumenta il bilancio dei feriti dopo la sparatoria nella metro

È di almeno 29 feriti il bilancio della sparatoria avvenuta in una stazione della metro di Brooklyn a New York. In tutto sono state portate all’NYU Langone Hospital-Brooklyn 21 persone e da allora in 10 sono state dimesse. Tra gli 11 rimasti, tutti sono in condizioni stabili e non in pericolo di vita. Altri 5 sono finiti al Maimonides Medical Center, tra cui tre per inalazioni di fumo - ormai dimesse - e altri due feriti da colpi d’arma da fuoco. In tre sono stati portati al New York-Presbyterian Brooklyn Methodist Hospital, tra cui uno per una ferita d’arma e un altro per una frattura.

 

  

 

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Il sindaco di New York, Eric Adams, in isolamento da lunedì per il Covid, in un video messaggio ha detto: «Non permetteremo che i newyorchesi vivano nel terrore. La violenza non riguarda solo New York ma tutta l’America». Ma il rischio è che i newyorkesi si abituino al terrore quotidiano. Solo che stavolta l’episodio ha superato tutti i precedenti dell’anno: un uomo, alto 1,65, pelle scura, probabilmente afroamericano, ha sparato sui viaggiatori di un treno della metropolitana, dopo aver lanciato una granata fumogena, poi è scappato, scomparendo dentro una galleria. Sono sedici le persone rimaste ferite, dieci colpite dagli spari, e cinque in condizioni critiche anche se nessuno è in pericolo di vita. I testimoni hanno raccontato che poco prima delle 8,30 di mattina un uomo, felpa con cappuccio e gilet verde da operaio edile, è salito a Brooklyn sulla linea N diretta verso nord, e tra le fermate della Cinquantanovesima e la Trentaseiesima ha indossato una maschera antigas che aveva nello zaino, tirato del gas lacrimogeno all’interno del vagone, e iniziato a sparare. Quando il treno è arrivato alla stazione di Sunset Park, approfittando del caos generale, è scappato. Nella fuga ha probabilmente perso la pistola e le munizioni, ritrovate dalla polizia. Sono state trovati anche fuochi d’artificio, forse da usare come diversivo. Un passeggero lo ha ripreso con il cellulare e la polizia sta esaminando le immagini. È stata diramata la targa di un furgone a noleggio, proveniente dall’Arizona. Su quel van potrebbe esserci l’uomo che tutta la polizia di New York sta cercando. La zona a sud ovest di Brooklyn vicino a Sunset Park è stata isolata. Le scuole più vicine al luogo della sparatoria messe «in lockdown» per ore, con gli studenti tenuti all’interno per motivi di sicurezza e nessuno autorizzato a entrare, molte linee della metropolitana sospese, e sui telefonini dei newyorchesi è comparsa un’allerta che invitava i cittadini ad evitare la zona colpita. I primi ad arrivare per i soccorsi sono stati i vigili del fuoco, intervenuti perchè dalla stazione della metropolitana lungo la Trentaseiesima strada di Brooklyn usciva una colonna di fumo. Appena arrivati, hanno capito che non si trattava di un incidente: dal treno della linea N uscivano decine di persone terrorizzate, nelle carrozze invase dal lacrimogeno i feriti erano sdraiati sul pavimento, altri sulle piattaforme dei binari, il sangue a terra dappertutto. Sul caso sta lavorando anche la task force antiterrorismo, anche se gli inquirenti sono prudenti nel parlare di terrorismo. A tutti è stato chiesto di collaborare alle indagini avvisando la polizia di ogni particolare che potrebbe essere utile, il molto newyorkese «se vedi qualcosa, dillo» («if you see something, say something») diventato un mantra dopo l’11 settembre.