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Coronavirus, scontro all'Assemblea Onu. Trump attacca la Cina: ha infettato il mondo

Nel 75esimo anniversario delle Nazioni Unite, al Palazzo di vetro va in scena un'Assemblea generale Onu come non si era mai vista, in un'aula semivuota e con messaggi registrati dei leader mondiali. Interventi che, di fatto, hanno impedito il confronto - e lo scontro. A rubare la scena sono stati la pandemia del coronavirus e Donald Trump, con la sua infuocata invettiva contro la Cina. Ha dato il via al dibattito il segretario generale Antonio Guterres, elencando diseguaglianze e povertà crescenti, arretramenti sullo sviluppo umano, e chiedendo di "fare tutto il possibile per evitare una nuova Guerra fredda", messaggio rivolto implicitamente proprio a Usa e Cina. Sempre al presidente americano, e sempre senza fare nomi: "Populismo e nazionalismo hanno fallito", "dobbiamo farci guidare dalla scienza e restare aderenti alla realtà".

Trump ha preso la parola dopo il brasiliano Jair Bolsonaro, il cui Paese è tradizionalmente primo, e ha sorpreso con un discorso di soli sette minuti, poco più della metà dei 15 a disposizione. Mentre i suoi Usa superavano i 200mila morti per Covid-19, il dato più alto al mondo, Trump ha lanciato il suo dardo - peraltro non nuovo - dritto contro Pechino: "Abbiamo ingaggiato una coraggiosa battaglia contro il nemico invisibile, il virus cinese", "dobbiamo ritenere responsabile la nazione che ha scatenato questa piaga nel mondo: la Cina". Ed è andato oltre: "Nei primi giorni del virus, Pechino ha chiuso i viaggi al suo interno consentendo invece ai voli di uscire e infettare il mondo".

  

Ed è tornato anche a scagliarsi contro l'Oms, cui già mesi fa ha tolto l'appoggio: "Il governo cinese, e l'Oms virtualmente controllata dalla Cina, ha falsamente dichiarato che non c'erano prove di trasmissione tra esseri umani, e poi che gli asintomatici non trasmettevano la malattia. L'Onu deve ritenere la Cina responsabile delle sue azioni". Lo stesso presidente repubblicano, mentre punta il dito, è duramente criticato per la sua gestione della pandemia, punto chiave - che lui tenta di tenere sotto traccia - nelle presidenziali. Il rivale democratico Joe Biden gli imputa il bilancio di morti più pesante al mondo, dopo che il magnate ha spinto per aprire la società e continua una campagna elettorale dal vivo, ignorando le protezioni come mascherine e distanziamento sociale.

Rispondere a Trump è toccato all'ambasciatore cinese all'Onu, visto che il presidente Xi Jinping aveva inviato un video preregistrato: "La Cina respinge risolutamente queste accuse infondate". Xi, poi, ha parlato a sua volta della pandemia dicendo che "l'umanità vincerà questa battaglia" e chiedendo di "rafforzare la solidarietà e affrontare insieme la situazione, ascoltando la scienza e con la guida dell'Oms", "mentre ogni tentativo di politicizzare o stigmatizzare dev'essere respinto". Anche fra Trump e le Nazioni unite c'è attrito. L'ultima scintilla lunedì, quando il tycoon ha unilateralmente dichiarato che tutte le sanzioni Onu contro l'Iran tornano in vigore, contro la volontà di gran parte del mondo a seguito della revoca nel 2015, legata all'accordo sul nucleare. "Un chiaro messaggio al regime iraniano e chi lo appoggia", ha detto Trump. Gli ha risposto Hassan Rohani, il presidente iraniano, all'Onu: "L'Iran non è merce di scambio nelle elezioni Usa".