vertice gran bretagna-usa

Trump attacca May e poi ritratta. A Londra 100 mila in piazza

Silvia Sfregola

Prima l'attacco frontale a Theresa May e alla sua strategia sulla Brexit. Poi la brusca retromarcia e la rassicurazione che la relazione tra Usa e Gran Bretagna è "molto solida" e "speciale". Il tutto condito dall'attacco ai giornalisti, colpevoli di diffondere fake news, mentre a Londra va in scena la protesta con decine di migliaia di manifestanti. L'ultima giornata del viaggio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel Regno Unito si è aperta con un'intervista esplosiva al Sun e con parole molto dure contro la premier britannica. Il suo piano per una Brexit soft "probabilmente ucciderà" la possibilità di concludere un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, ha detto al tabloid il presidente Usa. Che non ha perso l'occasione per sottolineare che l'ex ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, "nemico" di May, sarebbe un buon premier al suo posto. Una caduta di stile che ha suscitato l'indignazione bipartisan di tutto l'arco politico d'oltremanica. Un polverone che Trump, al suo arrivo alla residenza di campagna dei premier britannici, a Chequers, ha provato a placare garantendo di avere "un rapporto eccellente" con May. Dopo il faccia a faccia i due leader si sono mostrati in piena sintonia. D'accordo sui temi legati alla difesa e sul futuro dei rapporti commerciali dopo la Brexit. May ha ringraziato l'alleato per il suo supporto dopo il caso Skripal e ha detto di vedere con favore il summit di Helsinki tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Il tycoon da parte sua ha espresso gratitudine per il sostegno economico della Gran Bretagna alla Nato. Pur tra qualche imbarazzo, Trump e May hanno promesso all'unisono un accordo commerciale "ambizioso" dopo la Brexit. "Lasceremo l'Ue e lo faremo il 29 marzo 2019", ha confermato la premier. "L'accordo realizzerà la volontà espressa dal popolo con il voto sulla Brexit del 2016" e dopo l'uscita dall'Ue "siamo molto inclini a lavorare con gli Stati Uniti". Trump ha negato di avere mai espresso critiche su May. "Non preoccuparti, è solo la stampa", le ha detto sostenendo che l'intervista pubblicata dal Sun non rispettasse le sue vere parole: "Ho detto cose fantastiche sul primo ministro, queste si chiamano fake news" ha tuonato sottolineando che May "è una tosta" ed è meglio "non averla come nemica". Sulla Brexit, il presidente Usa ha assicurato che qualsiasi cosa Londra scelga di fare "per me è ok" e chiesto "solo di non avere restrizioni sul commercio". L'accordo "è complicato ma saremo in grado di farlo", ha concluso. Nel pomeriggio Donald e Melania Trump si sono trasferiti al castello di Windsor, dove ad attenderli c'era la regina Elisabetta II, che ha ospitato la coppia presidenziale statunitense per il the. Nello stesso momento a Trafalgar Square, nel centro di Londra, decine di migliaia di persone protestavano contro il presidente Usa e le sue politiche. '#DumpTrump', 'Stop Trump' e 'A mia madre non piaci! E a lei piacciono tutti', sono alcuni dei cartelli mostrati dai manifestanti. Gli attivisti a Parliament Square hanno lanciato in aria un pallone a forma di 'Baby Trump', con tanto di pannolino. Una caricatura che ha fatto infuriare il tycoon, che aveva chiesto al sindaco di Londra, Sadiq Khan, di vietarla. "Non è mio compito essere un censore", è stata la risposta del primo cittadino, "oggi i londinesi esprimono una visione contraria a Trump, e hanno tutto il diritto di farlo". Per gli organizzatori almeno 100mila persone hanno sfilato per le strade, e in serata le foto aeree mostravano Trafalgar Squadre completamente invasa, con il 'Trump gonfiato' a galleggiare sopra la folla. Il presidente e la First Lady si sono lasciati tutto alle spalle in serata e hanno preso un volo per la Scozia, dove si riposeranno nel campo da golf di proprietà a Turnberry, nel sud dell'Ayrshire. Un weekend per recuperare le energie prima dell'incontro più importante del tour europeo di Trump: l'atteso faccia a faccia con Vladimir Putin a Helsinki, dove il tycoon dovrà mantenere la sua promessa di essere "più duro di chiunque altro con la Russia".