STATI UNITI

Mr Facebook scende in campo: da Zuckerberg arriva il manifesto anti-Trump

Davide Di Santo

Mr Facebook guida la crociata della Silicon Valley contro Donald Trump. In una lunga lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook, il patron e fondatore del social-network, Mark Zuckerberg non cita mail il neopresidente degli Stati Uniti ma denuncia l'isolazionismo e il crescente sentimento contro la globalizzazione che mina gli affari dei colossi tecnologici americani, delineando le sfide attuali a partire dal contributo per "unire l'umanità". "Il progresso ora richiede che l'umanità si metta insieme non solo attraverso le città o le nazioni, ma anche come comunità globale", si legge nell'appello, diffuso senza alcun preavviso e che già viene presentato come un vero e proprio "manifesto" contro il trumpismo. Anche perché il messaggio arriva nei momento in cui Facebook è assediato dalle critiche di chi pensa che aiuti la disinformazione, attraverso la creazione di "bolle" in cui si alimentano le "fake news". "In tempi come gli attuali, la cosa più importante che noi di Facebook possiamo fare è sviluppare l'infrastruttura sociale per dare alla gente la possibilità di costruire una comunità globale che lavori per tutti noi", scrive Zuckerberg. L'obiettivo del social network, che ormai conta 1,8 miliardi di utenti, deve essere quello di migliorare il livello di vita: "Voglio concentrarci sulla questione più importante di tutte: stiamo costruendo il mondo che vogliamo?" Nel post l'attacco alle spinte isolazioniste. "Facebook c'è per avvicinarci di più e costruire una comunità globale. Quando abbiamo cominciato, questa idea non era contestata... Ma ora, nel mondo ci sono persone lasciate indietro dalla globalizzazione e movimenti che spingono per il tirarsi indietro dalla connessione globale". Ci sono minacce che sono "sempre più crescenti", come il terrorismo, i disastri naturali, le crisi dei rifugiati, e il cambiamento climatico, che "hanno bisogno di risposte coordinate". Zuckerberg, che ha detto anche di recente di non voler correre per la presidenza degli Stati Uniti, nell'intera lettera non fa mai alcun accenno esplicito alle politiche del presidente mericano, Donald Trump, né alla Brexit.