LA TREGUA NON REGGE

Aleppo, Assad sospende l'evacuazione

Silvia Sfregola

L'evacuazione dei cittadini di Aleppo est è stata sospesa, in mezzo ad accuse incrociate fra le parti sulla responsabilità dell'interruzione. Le operazioni erano cominciate intorno a mezzogiorno dell'altro ieri, ma si sono arenate alle 11 ora locale di ieri, le 10 in Italia. La Russia però, dal canto suo, dà per finita l'evacuazione, seppur ammettendo che in alcuni quartieri restano dei ribelli, e proclama terminata l'operazione per quella che definisce la "liberazione" della parte orientale di Aleppo. Sulla situazione ad Aleppo è intervenuto poi in serata il presidente Usa Barack Obama, parlando nella sua ultima conferenza stampa dell'anno alla Casa Bianca: "La responsabilità per questa brutalità è solo in un posto: è del regime di Assad e dei suoi alleati Russia e Iran. E questo sangue e queste atrocità sono sulle loro mani".   La versione di Damasco: evacuazione bloccata dai ribelli  La tv di Stato siriana ha accusato i "terroristi" di avere violato l'accordo di cessate il fuoco mirato all'evacuazione di aleppo e di avere preso ostaggi, dicendo che le evacuazioni venivano sospese per questo motivo. L'emittente ha sottolineato che "gruppi terroristi" hanno anche interrotto la strada da cui dovevano passare i malati e feriti da evacuare dai villaggi a maggioranza sciita di Fua e Kefraya, nella vicina provincia di Idlib, accerchiati dal Fronte della conquista del Levante (Jabhat Fateh al-Sham, cioè l'ex Fronte Nusra) e da altre fazioni. L'evacuazione dei feriti da questi due villaggi sciiti è una condizione che era stata imposta dall'Iran, alleato del governo di Damasco, per l'accordo per l'evacuazione di aleppo: sì all'evacuazione di aleppo in cambio dell'evacuazione dei feriti da Fua e Kefraya.   La versione dei ribelli: milizie hanno sparato sui bus Agli antipodi la versione dei ribelli e dell'opposizione, secondo cui alla base della sospensione delle evacuazioni c'è il fatto che alcune milizie iraniane hanno attaccato un convoglio di bus che trasportava gli evacuati. A raccontarlo a Efe telefonicamente è il presidente dell'ufficio politico del gruppo Fastaqim, Zakaria Malahifyi: "le milizie iraniane con i loro cecchini hanno attaccato il convoglio all'altezza della zona Progetto 1070, dopo che era passato dal corridoio umanitario di Al Ramusa". E anche il leader dell'Esercito libero siriano (Els), il generale Ahmed Berri, assicura che sono stati miliziani iraniani a sparare nelle ultime ore contro uno dei convogli di evacuati, uccidendo tre persone. Aggiunge, poi, che "Iran, Hezbollah e il regime siriano hanno preso in ostaggio 800 persone, la maggior parte malati, donne e bambini, dicendo che non intendevano liberarli finché non si fosse ottenuto qualcosa in cambio per Fua e Kefraya". Successivamente l'Osservatorio siriano per i diritti umani e la tv di Stato hanno informato che questo convoglio con gli 800 a bordo è ritornato nei quartieri di aleppo est ancora in mano ai ribelli.   La questione di Fua e Kefraya Su Fua e Kefraya la situazione resta poco chiara. Berri riferisce che non c'è niente di definitivo e nel pomeriggio da fonti dei ribelli era emerso il via libera dell'ex Fronte Nusra all'evacuazione dei due villaggi; subito dopo però smentito da fonti del Fronte Nusra stesso. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, da un momento all'altro sarebbe attesa l'uscita di circa 4mila persone da Fua e Kefraya, tra cui alcuni malati. Anche l'Osservatorio conferma che sarebbero stati combattenti leali al governo di Damasco, e originari proprio di questi due villaggi, a bloccare l'evacuazione di aleppo in protesta contro la mancanza di protesta nelle due località della provincia di Idlib.   Dramma umanitario, appello Unicef per salvare i bambini Intanto la situazione dal punto di vista umanitario resta drammatica. Secondo fondi dell'opposizione, sono circa 7mila le persone riuscite a uscire da aleppo est, fra cui 130 feriti, alcuni dei quali trasferiti direttamente in ospedali in Turchia. Ma la tv di Stato siriana parla di 8.079 persone già evacuate. Secondo l'opposizione, nei quartieri assediati di alepporestano fra 50mila e 70mila persone, ma non tutte hanno chiesto di lasciare la città. L'Unicef ha riferito che oltre 2.700 bambini sono stati evacuati nelle ultime 24 ore da aleppo est, ma aggiunge che centinaia di altri restano ancora intrappolati nella città nel nord della Siria e sono a rischio. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) fa sapere che alle agenzie umanitarie impegnate nell'evacuazione di aleppo, cioè l'Oms stessa ma anche il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), dopo che l'operazione è saltata, è stato imposto di lasciare la zona, senza una spiegazione.