PRIMA CRISI INTERNAZIONALE

Telefonata Trump-Taiwan La Cina chiede chiarimenti

Silvia Sfregola

ll presidente eletto americano Donald Trump ha intrattenuto una telefonata con il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen. Si tratta del primo contatto a questi livelli dal 1979, quando Washington ha rotto le relazioni diplomatiche con Taipei. Lo staff di Trump ha spiegato che durante la telefonata il presidente di Taiwan si è congratulato con il magnate per la sua vittoria e entrambi hanno segnalato "gli stretti legami economici, politici e di sicurezza" fra i due Paesi. The President of Taiwan CALLED ME today to wish me congratulations on winning the Presidency. Thank you!— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 3 dicembre 2016 La telefonata però ha costretto la Casa Bianca a ricordare che l'unico Governo cinese che riconosce Washington dal 1979 è quello di Pechino: "Rimaniamo fermi sulla nostra politica di una sola Cina", ha detto in una nota il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Ned Price. Secondo quanto apprende la Cnn, la Casa Bianca sarebbe stata contattata da Pechino dopo la telefonata tra Trump e Tsai Ing-wen per avere spiegazioni. Trump ha voluto chiarire di avere ricevuto la telefonata di congratulazioni, e sul suo profilo Twitter ha aggiunto: "È interessante vedere come gli Stati Uniti possano vendere milioni di dollari di attrezzature militari a Taiwan, ma non dovrebbero accettare una chiamata di congratulazioni". Trump si riferisce al contratto firmato dall'amministrazione Obama l'anno scorso, del valore di 1.830 milioni di dollari, per la consegna di due fregate, veicoli anfibi e missili: una vendita che fece infuriare Pechino. Interesting how the U.S. sells Taiwan billions of dollars of military equipment but I should not accept a congratulatory call.— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 3 dicembre 2016 Intanto dalla Cina parlano di "mossa meschina di Taipei che non cambia il suo status di parte della Cina". A riferirlo è l'ufficio degli Affari della Cina, aggiungendo che il Paese mantiene "fermamente" la sua posizione di opposizione all'indipendenza di Taiwan.