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Churchill e Shakespeare sono contro la Brexit

La petizione per rivotare ha superato i 3 milioni di adesioni Ma molte sono finte, noi abbiamo firmato più di 10 volte

Churchill e Shakespeare sono contro la Brexit

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Fosse stato vivo come avrebbe votato Winston Churchill al referendum sulla Brexit? Sarebbe stato euroscettico o europeista? Avrebbe scelto il «Leave» o il «Remain»? Peccato non poter rispondere a queste domande. Una cosa però è certa. Il buon vecchio «Winnie» ieri pomeriggio ha chiesto al Parlamento inglese di convocare una seconda consultazione elettorale per cercare di capovolgere il risultato dello scorso 23 giugno. Avete letto bene. Churchill è uno degli oltre 3 milioni di cittadini britannici che hanno firmato la petizione anti-Brexit pubblicata sul sito https://petition.parliament.uk/. O meglio, lo abbiamo fatto noi per lui. Tutto nasce dalla segnalazione di un collega, Riccardo Ghezzi, giornalista del quotidiano online sostenitori.info. Leggendo i titoli roboanti che parlavano della petizione da milioni di firme, Riccardo è andato sul sito e ha provato a firmare. E ci è riuscito. Poi, pensando che forse si era trattato di un caso, ci ha telefonato e ci ha chiesto di tentare. Lo abbiamo preso in parola e ci siamo divertiti decine di volte a votare con nomi di fantasia. L’operazione - che dimostra il grande bluff politico-mediatico - è tutt’altro che complicata. Basta autocertificare di essere cittadini britannici o residenti nel Regno Unito. Quindi si inserisce un nome, una mail valida (con l’estensione .it abbiamo avuto dei problemi, tutto liscio, invece, con .com), il Paese di appartenenza e un codice postale corrispondente. Noi, al primo tentativo, abbiamo scelto Churchill e inserito il codice postale della zona centrale di Londra. Quindi abbiamo confermato i dati e abbiamo ricevuto una mail all’indirizzo di posta elettronica indicato. A quel punto basta cliccare sul link e la petizione è sottoscritta. Semplice no? Per firmare nuovamente basta cambiare indirizzo mail. In questo modo, oltre a Churchill, anche Shakespeare, John F. Kennedy, lo storico bassista dei Sex Pistols Sid Vicious, George Washington, Tom Jones e una serie di altri personaggi più o meno famosi si sono schierati convintamente a sostegno della ripetizione del referendum. Dopo ore dal nostro bombardamento online, finalmente, la Bbc ci ha informato che la commissione petizioni della Camera dei Comuni sta indagando sulle firme raccolte fino ad oggi. Al momento ne hanno scoperte 77mila false, e a detta dei solerti funzionari britannici, sarebbero già state rimosse. Ma il controllo prosegue. La presidente della commissione, Helen Jones, attacca: «Chi aggiunge firme false dovrebbe sapere che così mina la causa che pensa di sostenere». Verissimo. Ci scusiamo umilmente per essere tra coloro che hanno inerito una firma falsa ma forse, vista l’importanza del tema, qualche controllo preventivo in più poteva anche essere fatto.

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