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Nancy Reagan, il fascino della first lady

La moglie dell’ex presidente americano si è spenta in California a 94 anni Ha influenzato le decisioni del marito e gli è rimasta accanto fino alla fine

È stata la first lady dell’ultimo scorcio della guerra fredda, prima della caduta del muro di Berlino e dello sgretolamento dell’impero sovietico, definito «l’impero del male» dal marito. Nancy Reagan, moglie del 40° presidente degli Stati Uniti, Ronald, è morta ieri all'età di 94 anni. L'ex first lady viveva nel quartiere di Bel Air a Los Angeles, ed era malata da qualche anno.

Nancy Davis Reagan nacque a New York il 6 luglio 1921 da un venditore di automobili e un'attrice. La sua vita è stata indissolubilmente legata a Ronald Reagan, di cui era la seconda moglie (il futuro presidente era stato sposato con l’attrice Jane Wyman dal 1940 al 1948). Nancy, al secolo Anne Frances Robbins, sposò Ronald il 4 marzo 1952. Dal matrimonio nacquero i figli Patti (nata nel 1952) e Ron (1958). Iniziò la carriera di attrice (limitata peraltro ai cosiddetti «b-movie», i film di serie B) negli anni '50, protagonista di «Solitudine» (1951) e «Il cervello di Donovan» (1953). Recitò tra gli altri con Zachary Scott e Glenn Ford.

Fu first lady della California durante il mandato di governatore del marito tra il 1967 e il 1975. Poi, con l’elezione di Reagan alla Casa Bianca, incise in modo indelebile nella storia del costume americano, influenzando con la sua personalità le decisioni del presidente e quindi la storia mondiale. Poche first lady hanno lasciato il segno come lei. Reagan rimase in carica dal 1981 al 1989, quando gli successe il suo vicepresidente George W. Bush (fatto che nella storia degli Stati Uniti ha un solo precedente risalente al 1836). Nancy fu sostenitrice di importanti cause sociali, tra cui soprattutto la lotta per la prevenzione della droga e contro l'abuso di stupefacenti con la campagna «Just Say No», un video girato con il marito che divenne uno slogan. Curava in modo maniacale le apparizioni pubbliche del marito prendendosi anche cura del suo abbigliamento.

Tuttavia non mancarono le critiche, in particolare per i suoi acquisti e per la ristrutturazione in stile sfarzoso della Casa Bianca, per il gran numero di cene organizzate, per l’acquisto di nuovi servizi di porcellana per la Sala delle Porcellane (la China Room). Un’altra vicenda che sollevò enormi polemiche fu la consultazione di un astrologo per assistere il marito dopo l'attentato del 1981, in cui Reagan rischiò di morire appena 69 giorni dopo la sua elezione.

Nel 1988, quasi al termine del secondo mandato, il settimanale Times scoprì che la First Lady aveva un guardaroba da un milione e mezzo di dollari, pieno di abiti e gioielli ricevuti in prestito dai disegnatori di moda e dalle gioiellerie più esclusive d'America, con un’apparente violazione della legge sull'Etica nel governo. La sua portavoce assicurò che erano tutti beni acquistati ma i coniugi Reagan furono accusati di ostentare benessere in barba alle difficoltà che avevano molti americani a sbarcare il lunario.

Nella villa di Bel Air, dove la coppia si ritirò dopo la fine del mandato presidenziale, Nancy si prese cura del marito, a cui venne diagnosticato l'Alzheimer nel 1994, per dieci anni, fino alla morte, il 5 giugno 2004, dell'ex presidente che aveva 93 anni. In quella casa due anni prima avevano celebrato le nozze d’oro, con «Ronnie» già gravemente malato. In quell’occasione l’ex first lady rilasciò un’intervista alla Nbc in cui dichiarò di ritenersi «baciata dalla fortuna per aver incontrato mio marito. Se penso alla nostra vita, trovo sia stata straordinaria». Raccontò che avevano festeggiato mangiando il dolce al cioccolato preferito dall’ex presidente ma non mancarono toni nostalgici proprio per le condizioni di salute dell’anziano Reagan, che gli impedirono di scriverle la lettera d’amore che indirizzava alla moglie ad ogni anniversario di matrimonio: «È uno di quei giorni che ho sempre atteso con gioia perché sapevo che avrei ricevuto una lettera da Ronnie» commentò. Rimasta vedova, Nancy ha continuato ad impegnarsi in battaglie politiche, sostenendo ad esempio la ricerca sulle cellule staminali.

La sua portavoce Joanne Drake ha annunciato che Nancy sarà sepolta accanto al marito, nella «Ronald Reagan Presidential Library» a Simi Valley, in California. Tra i primi a manifestare il suo cordoglio l’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger: «Era uno dei miei eroi - ha scritto su Twitter - Ha ricoperto il ruolo di first lady con incredibile potere, classe e grazia e ha lasciato il suo segno nel mondo». «Le siamo riconoscenti per il suo esempio, le nostre preghiere l'accompagnano adesso che lei e il suo caro marito sono di nuovo insieme» hanno commentato il presidente Barak Obama e la moglie Michelle. «Nancy Reagan ha scritto una volta - si legge nel comunicato della coppia presidenziale - che nessuno può preparati a vivere alla Casa Bianca. Naturalmente aveva ragione. Ma noi abiamo avuto fortuna, perché abbiamo avuto il vantaggio di beneficiare del suo orgoglioso esempio e dei suoi affettuosi consigli».

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