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Obama: "Se la Russia non si ferma, la Nato si difenderà"

Nel mirino Usa gli oligarchi russi. Dmytro Firtash: con lui si arriva al cuore economico di Mosca
CRISI VISTA DALL'ITALIA Berlusconi contro i leader del G7: "Un errore escludere Putin"

Obama: "Se la Russia non si ferma, la Nato si difenderà"

Prosegue il Vertice sulla sicurezza nucleare all'Aia

Da ieri la Russia non è più parte del G8. Sospesa. Gli Stati Uniti sono impegnati per una soluzione diplomatica della crisi ucraina ma sono "pronti a prendere passi successivi se la situazione dovesse peggiorare. Sta alla Russia agire in modo responsabile dimostrandosi disponibile a rispettare le norme internazionali: se non lo farà dovrà aspettarsi costi ulteriori". E' il presidente Usa Barack Obama che parla. All’Aja durante la conferenza stampa a margine del summit internazionale sulla sicurezza nucleare degli sviluppi della crisi in Ucraina, gli Stati Uniti si mostrano fermi. Secondo quella che è la consueta strategia dell'ammininistrazione del "bastone e della carota". Il gioco sta nell'assumere il comportamento che richiede il tuo interlocutore. A minaccia si risponde con minaccia. Se la Russia andrà oltre, sono pronte sanzioni settoriali che possono colpire l’energia, la finanza ed il commercio. "Se il popolo ucraino potrà prendere una decisione credo che sarà quella di avere rapporti sia con la Russia e che con l’Europa, in un gioco in cui tutti possono guadagnare qualcosa", ha proseguito Obama, che ha ammesso: "Sarebbe disonesto ritenere che la soluzione della crisi ucraina sia semplice". Poi riflette sulle preoccupazioni che giungono dai paesi baltici già membri Nato. "Ci sono momenti in cui l’azione militare può essere giustificata. Agiremo in loro difesa qualunque cosa accada: questa è la Nato. Ogni alleato ha la rassicurazione che tutti noi, inclusi gli Stati Uniti, ribadiamo pieno sostegno al concetto di difesa collettiva previsto dall’art.5 del Patto Atlantico". Obama si è detto preoccupato per gli ulteriori sconfinamenti russi in Ucraina e ha ribadito di non riconoscere l'annessione della Crimea. Per quanto riguarda le truppe schierate al confine con la parte orientale del paese ha ricordato che "per il momento sono sul territorio russo e finché rimangono lì è solo un atto di intimidazione ma è legalmente accettabile".

GLI UOMINI DI PUTIN NEL MIRINO AMERICANO
Dmytro Firtash è la personalità chiave su cui è imperniata la nuova strategia degli Stati Uniti per arrivare a colpire il cuore del potere russo, il settore dell'energia e la corruzione su vasta scala che lo caratterizza. I capi d'accusa formulati dall'Fbi contro l'oligarca ucraino con un patrimonio valutato 2,3 miliardi di dollari, agli arresti domiciliari in Austria, dove è stato arrestato il 14 di questo mese, riguardano i suoi interessi nel titanio, non nel gas. Ma è al gas che gli inquirenti americani guardano, auspicando che, una volta trasferito negli Stati Uniti, Firtash inizi a parlare. "In tal caso, i manager di Gazprom e la compagnia stessa rischiano grosso. Lui è seriamente coinvolto nella matrice degli affari della società russa in Ucraina, nelle transazioni finanziarie", spiega a Bloomberg, Mikhail Korchemkin, ex analista per il ministero dell'energia sovietico a capo della società di analisi Malvern. Qualsiasi rivelazione che indichi perdite di investitori americani (più della metà delle azioni di Gazprom sono in portafoglio azionari negli Stati Uniti), può portare a sanzioni, multe, querele, precisa Korchemin, ricordando che subito dopo l'intervento russo in Crimea, una commissione del Senato americano ha varato un disegno di legge che consente agli Stati Uniti di estendere le sanzioni a personalità coinvolte nell'esproprio di asset pubblici o privati per guadagno personale, corruzione relativa a contratti del governo o all'estrazione di risorse naturali, appropriazione indebita, facilitazione o trasferimento dei proventi della corruzione all'estero, una legge che, una volta approvata dalla Camera e firmata da Obama, consentirà di colpire qualsiasi persona dell'entourage di Putin. Firtash possiede insieme a un socio il 50 per cento della RosUkEnergo la società fondata nel 2004 insieme a Gazprom (che controlla la rimanente metà) per l'esportazione del gas russo, anzi, il gas turkmeno acquistato dalla Russia, attraverso l'Ucraina. Dal 2006 al 2009, RosUkEnergo ha avuto il monopolio delle importazioni. Nel 2005, i servizi di sicurezza ucraina avevano indicato che la compagnia era indirettamente controllata dal boss della criminalità organizzata russa Semyon Mogilevich e l'ex ambasciatore americano a Kiev William Taylor aveva detto, come emerso dai cablogrammi riservati pubblicati da Wikileaks, che lo stesso Firtash aveva ammesso con lui di non poter fare alcun accordo con Gazprom senza l'assenso di Mogilevich. "Queste misure sono state studiate per colpire personalità importanti vicine al Cremlino e per avere un impatto geopolitico piuttosto che un effetto sui profitti di altre banche", sottolinea Hadrien de Belle, analista di Keefe Bruyette & Woods, una società di analisi finanziaria basata a New York. Che è proprio la direzione in cui va la seconda ondata di sanzioni varata dall'Amministrazione Usa: oltre alla denuncia degli interessi e investimenti di Putin nella Gunvar di Gennady Timchenko, colpito dalle misure restrittive introdotte dal dipartimento del tesoro, sono coinvolti anche i fratelli Arkady e Boris Rotenberg, che con Firtash hanno una serie di investimenti congiunti sia in Russia che in Ucraina. Dei due oligarchi vicini al Cremlino che il blogger anti corruzione russo Alexei Navalny ha indicato in un commento pubblicato la scorsa settimana dal New York times fra le persone da colpire, Roman Abramovich e Alisher Usmanov, il primo ha costruito la sua fortuna valutata in 14 miliardi di dollari vendendo la Oao Sibneft acquistata per cento milioni di dollari nel 1996, a Gazprom per 13 miliardi dieci anni dopo. Il secondo, l'uomo più ricco della Russia, con un patrimonio di 17,4 miliardi di dollari, ha da poco ridotto i suoi interessi negli Stati Uniti cedendo la asua quota in Apple e riducendo quella in Facebook.

L'IRA DELLA TYMOSHENKO
Telefonata shock della ex premier dell'Ucraina Yulia Tymoshenko. In un'intercettazione diffusa ieri dai media russi, nel corso di una conversazione con l'ex vice segretario del Consiglio nazionale ucraino di difesa e sicurezza nazionale Nestor Shufrych, Tymoshenko si scaglia contro i russi in Ucraina e, in un apparente riferimento a Vladimir Putin, dice che sarebbe pronta ad "afferrare un mitra e sparare a quel bastardo alla testa". La discussione avrebbe avuto luogo il 18 marzo, dopo la firma del trattato di annessione della Crimea al Cremlino. "Questo supera veramente tutti i confini. È davvero il momento che imbracciamo le pistole e andiamo a uccidere quei dannati russi insieme al loro leader", afferma parlando dei russi d'Ucraina. Poi aggiunge che se lei fosse stata in carica "non ci sarebbe stato alcun dannato modo di prendere la Crimea". Tymoshenko ha confermato su Twitter l'autenticità. "La conversazione si è tenuta ma il pezzo degli 8 milioni di russi in Ucrainà è frutto di una modifica. In realtà ho detto che i russi in Ucraina sono ucraini", scrive la ex leader della Rivoluzione arancione. L'ufficio stampa di Shufrych ha smentito, etichettando l'intercettazione come falsa. Il riferimento agli 8 milioni di russi che secondo Tymoshenko sarebbe stato modificato è quello in cui Shufrych le chiede: "Cosa dovremmo fare ora degli 8 milioni di russi che stavano in Ucraina? Sono dei reietti". E Tymoshenko, stando alle trascrizioni della telefonata pubblicata su YouTube, risponde: "Devono essere uccisi con armi nucleari".

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