Nel villaggio natale l'addio a Mandela
Il feretro dell'ex presidente del Sudafrica Nelson Mandela, morto a 95 anni la settimana scorsa, ha fatto il suo ingresso nella tensostruttura posizionata nei dintorni di Qunu, il villaggio natale di "Madiba", per la cerimonia funebre di sepoltura. La bara, avvolta nella bandiera nazionale, è stata accolta dal canto di un coro che ha intonato un inno religioso in lingua xhosa, l'etnia a cui l'expresidente del Sudafrica apparteneva. Ai funerali assistono circa 4.500 persone: in prima fila familiari, dignitari e ospiti. Nelson Mandela è morto lo scorso 5 dicembre nella sua casa di Johannesburg, dopo diversi mesi trascorsi in condizioni critiche per il ripresentarsi di un'infezione polmonare. Lo scorso 18 luglio il Sudafrica aveva festeggiato il suo 95esimo compleanno, nel cosiddetto Mandela Day. Primo presidente nero del Sudafrica dal 1994 al 1999, Mandela è considerato il padre della democrazia nel Paese per il suo ruolo nella lotta all'apartheid. Sotto l'apartheid era stato in carcere per 27 anni, 18 dei quali trascorsi a Robben Island e fu liberato appunto nel 1990. LA CERIMONIA L'ingresso del feretro nel tendone è stato salutato dal canto dell'inno Idinga Lakho (compi la tua promessa) in lingua Xhosa, la nazione di cui fa parte la tribù Thembu di Mandela. Subito dopo è stato cantato lo struggente inno sudafricano Nkosi Sikelel l'Africa (Dio benedica l'Africa). «Nel tuo infinito amore per ogni razza e tribù di questa nazione , hai costruito un nuovo mondo», ha detto il pastore Don Dabula. Diversi oratori si sono alternati per ricordare Mandela, affettuosamente chiamato in Sudafrica con il nome tribale Madiba o con l'appellativo «tata» (padre). Sotto un suo grande ritratto erano accese 95 candela, una per ognuno dei suoi anni di vita. «Un grande albero è caduto ed ora è tornato a casa per riposare accanto ai suoi antenati», ha affermato il capo tribale Ngangomhlaba Matanzima. «Addio mio caro fratello, mio mentore, mio capo», nella mia vita vi è ora «un vuoto», ha detto con la voce rotta l'84enne Ahmed Kathrada che trascorse 26 anni in cella assieme a Mandela, in uno dei momenti più commoventi della cerimonia. A parlare sono state anche due dei 21 nipoti di Mandela, Ndaba e Nandi, il presidente sudafricano Jacob Zuma, i leader di Etiopia, Tanzania e Malawi. E, secondo la tradizione africana, alcuni ospiti hanno cantato e ballato all'inizio del rito funebre per celebrare la vita di Mandela, l'uomo che ha trasformato il paese dell'apartheid nella nazione arcobaleno diventando in tutto il mondo un'icona di pace, uguaglianza e rispetto dei diritti.