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Stati Uniti al buio: prove di black out

Il 13 e 14 novembre verrà simulata un’interruzione di corrente in tutti gli Usa. Preoccupazione in Europa per il funzionamento di Internet: la maggior parte dei server si trova in America

Gli Stati Uniti resteranno al buio il 13 e 14 novembre. Il black out, che si estenderà dalla East Coast alla California, vuole valutare la capacità di reazione degli Usa in caso di cambiamenti climatici e attacchi informatici. «Preparing the United States for the Impacts of Climate Change» è l’ordine esecutivo numero 13653 firmato il 6 novembre scorso dal presidente Barack Obama. Subito dopo la pubblicazione sul Registro Federale è scattata su Internet la caccia alla data del black out, che nel documento non è inserita, ma i giornali locali danno danno per certa per la notte tra mercoledì e giovedì prossimo. La simulazione coinvolgerà la Fema, la protezione civile americana, Fbi, Guardia nazionale e 150 tra enti pubblici e compagnie private, a partire da quelle di fornitura di acqua ed elettricità. L’esercitazione, che prevede anche un cyber-attaco via Internet, coinvolgerà pure Canada e Messico. E, visto che molti siti Internet sono «appoggiati» a server statunitensi, c’è preoccupazione anche in Europa per eventuali disservizi sulle reti informatiche e il servizio di posta elettronica.

Nell’ordine esecutivo Obama parla di cambiamenti climatici, tra cui «un aumento di periodi prolungati di temperature elevate, acquazzoni più pesanti, con un incremento di incendi, più gravi siccità, scioglimento del permafrost, acidificazione degli oceani e aumento del livello del mare» che stanno già interessando «le comunità, naturale risorse, gli ecosistemi, le economie e la salute pubblica in tutta la nazione». « La gestione di questi rischi - scrive il presidente - richiede preparazione deliberata, una stretta collaborazione, e la pianificazione coordinata per salvaguardare la nostra economia, le infrastrutture, l’ambiente e le risorse naturali. Il governo federale deve costruire sui recenti progressi e perseguire nuove strategie per migliorare la preparazione della Nazione eliminando o riformando le barriere che scoraggiano gli investimenti e gli interventi per aumentare la resistenza della nazione ai cambiamenti climatici, garantendo nel contempo la continuità della protezione della salute pubblica e dell’ambiente». È stato quindi istituito un comitato interministeriale di cui fanno parte, tra l’altro, i dipartimenti del Tesoro, Difesa, Giustizia, Interni, Agricoltura, Commercio, Salute, Trasporti. Oltre al Dipartimento per l’energia, Nasa, Homeland Security e al Corpo degli Ingegneri dell’Esercito. Compito della task force è quello di indicare le azioni intraprese per prevenire e proteggere dai danni derivanti dai cambiamenti climatici persone, beni e sistemi per la sicurezza nazionale.

Insomma, gli Stati Uniti vogliono testare la capicità e la velocità di risposta in caso di danni alle strutture in caso di catastrofi naturali. Potrebbero fermarsi metropolitane e treni, spegnersi centri commerciali e abitazioni. Fermi pure gli impianti di riscaldamento e ascensori. Una simulazione che impegnerà e non poco gli americani. E proprio attraverso Internet c’è chi raccomanda di fare scorte di cibo, di coperte e di candele, telefoni, funi e perfino asce e seghe per far legna e riscaldarsi. E c’è chi invece sostiene che il test coinvolgerà soltanto gli apparati governativi senza ricadere sulla popolazione. Insomma un test per addetti ai lavori. I precedenti però non mancano.

Il 14 agosto 2003 un guasto nella centrale di Con Edison vicino alle Cascate del Niagara provocò un effetto domino lasciando senza elettricità New York, Detroit, Cleveland, Toronto e Ottawa. Un fulmine la causa dell'interruzione di corrente che di lì, a catena, interessò la East Coast americana e quella canadese. Una ricostruzione in seguito confermata sia dall’allora sindaco di New York Michael Bloomberg che da fonti dall'Fbi.

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