Treno deraglia in Spagna: 77 morti e 143 feriti

 Improvvisamente, un botto, come il rumore di un'esplosione. Poi, il silenzio della morte. La testimonianze dei sopravvissuti del disastro ferroviario di Santiago de Compostela, dove il deragliamento di un treno ha fatto almeno 77 morti e 143 feriti, di cui almeno 20 gravi, convergono solo su questo punto. E tra i passeggeri del treno , secondo El Mundo, c'era anche un "gruppo di giovani italiani". La Farnesina, però smentisce. Sul posto c'è il nostro ambasciatore che sta ancora verificando la presenza di connazionali. "E' stato come un terremoto", racconta Francisco Otero, 39 anni, che vive con la famiglia poco distante dai binari. "Ero a casa e ho sentito il rumore di un'esplosione", conferma Maria Tersa Ramos, 62 anni, anche lei del posto, "poi ho visto del fumo". L'incidente, per il quale il momento esclude l'ipotesi di un attentato, è accaduto alle 8.42 di ieri sera. A bordo del treno c'erano 218 passeggeri. Almeno 74 sono morti sul posto, quattro sono stati trasferiti in ospedale ma non ce l'hanno fatta. La scena che i soccorritori si sono trovati di fronte rasentava l'apocalisse: quattro carrozze erano impilate una dentro l'altra, e pressate come una fisarmonica. Un'altra era stata scagliata lontano e uno degli ultimi vagoni si era stabilizzato in una quasi impossibile posizione verticale. "Quando sono arrivato sul posto", continua Otero, "la prima cosa che ho visto è stato il corpo di una donna. Ma ciò che più ha catturato la mia attenzione è stato il silenzio che regnava introno, poi il fumo e del fuoco. Con i miei vicini abbiamo cercato di tirar fuori la gente intrappolata aiutandoci con mazze, picconi e seghe a mano. Era una situazione completamente irreale". Il treno, un modello Alvia i grado di viaggiare sia sui binari dell'alta velocità che su quelli normali, aveva lasciato Madrid e si dirigeva verso Ferrol. A Santiago erano in corso i preparativi per la festa di Giacomo, santo patrono della città galiziana, e che sono stati sospesi. Sul treno potrebbero esservi numerosi passeggeri diretti proprio alla festa e Santiago è metà del "Cammino", storico pellegrinaggio che si protrae dal Medioevo. La velocità alla quale viaggiava nel punto in cui è poi deragliato era, secondo una prima ricostruzione, di 220 km orari: sarebbe stata questa la causa dell'incidente, ma, ha avvertito la compagnia ferroviaria Renfe, è ancora troppo presto per accertarlo. "C'e' un'inchiesta in corso e bisogna attenderne gli esiti", ha sottolineato, "sapremo dell'esatta velocita' quando saremo in grado di consultare la scatola nera". "Alta velocità mortale", titola El Mundo, ricordando che in quella zona urbana, a circa 4 chilometri dalla stazione di Santiago, in piena curva, la velocità consentita è di 80 km orari. El Pais, l'altro grande quotidiano spagnolo, afferma che il correva a 180 km orari. Il primo ministro, Mariano Rajoy, visitera' oggi il luogo dell'incidente. Rajoy, originario di Santiago, aveva espresso già ieri la propria "solidarietà" alle vittime e ai loro parenti. Intanto arriva da uno dei macchinisti la conferma che il treno aveva raggiunto i 190 chilometri all'ora. " È deragliato, che faccio... che faccio". Questa la frase che avrebbe pronunciato uno dei macchinisti del treno. L'uomo, leggermente ferito, sarebbe stato visto aggirarsi sul posto in stato di choc subito dopo l'incidente. E avrebbe aggiunto: "Spero di non avere morti sulla coscienza". Il tracciato ferroviario fu inaugurato il 10 dicembre del 2011 e porprio quiel giorno un treno sbando' paurosamente in quella curva, che arriva dopo 80 km di linea retta.